08 May
Tatanka: “Una storia in cui tutti possono riconoscersi”
Scritto da Luisa Bellissimo |
 

“Una storia in cui tutti possono riconoscersi”

Il regista Giuseppe Gagliardi definisce così il senso del film Tatanka.

Tratto da La bellezza e l’inferno di Roberto Saviano, premiato quale Miglior libro europeo 2010, il film prodotto da Margherita Film, Minerva Film in collaborazione con Rai Cinema, ha portato al di là della macchina da presa, la cruda realtà dei bassi fondi di un Sud spesso abbandonato alle mafie, come sfondo ad un riscatto a suon di ganci.

Presenti alla conferenza stampa, il pugile Clemente Russo, medaglia d'argento nel pugilato, categoria massimi alle Olimpiadi di Pechino 2008 che ha interpretato Michele, il regista Gagliardi e Carmine Recano sul set nei panni di Rosario, miglior amico del boxeur.

Ed è stato proprio Russo a “rompere in ghiaccio” al termine della proiezione per la stampa al cinema Apollo di Milano: ”Non ho avuto modo di fare i complimenti a Giuseppe e voglio cogliere l’occasione per farlo ora, davanti a voi”. Con una pacca sulle spalle il pugile, noto al pubblico del piccolo schermo per la partecipazione nel 2008 al reality show di Italia Uno “La Talpa”, sostiene colui che lo ha diretto nel film ambientato nei luoghi in cui è cresciuto: Marcianise.

Una pellicola che dalle parole del regista e co-sceneggiatore insieme a Maurizio Braucci, Massimo Gaudioso, Salvatore Sansone, Stefano Sardo, voleva essere “una storia in cui la metafora classica è la boxe”.

Ma l’accento di Gagliardi si pone sul talento del Sud “spesso non valorizzato, sfruttato, strumentalizzato, deriso”. “In questa storia  abbiamo voluto dimostrare che è proprio il talento che può creare la svolta” spiega il regista di origine cosentina, vincitore del Premio speciale per la giuria al Torino Film festival per il documentario Doichlandia.

Recitato in dialetto casertano con i sottotitoli in italiano, il film vuole raggiungere “il grande pubblico”, come chiosa il regista stesso, ma vuole comunque mantenere il profondo “realismo” dei luoghi e dei protagonisti.

I volti e le facce che hanno ispirato anche le colonne sonore curate da Peppe Voltarelli, che prosegue la sua collaborazione con Gagliardi dopo Doichlandia. Da qui la scelta di alcune scene in particolare, come il matrimonio del boss Salvatore animato dalla voce dal vivo del cantante neomelodico di turno. “Mi sono accorto che anche durante le pause gli attori (tra cui anche Carmine Recano) intonavano proprio questo genere” aggiunge Gagliardi. Nasce così  un’altra traccia neorealista che caratterizza il film in uscita il 6 maggio.

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