Esce il 29 aprile “Notizie dagli scavi” di Emidio Greco, tratto da un racconto di Franco Lucentini del 1964
Giuseppe Battiston e Ambra Angiolini i protagonisti, con un cameo di Iaia Forte indiscutibilmente “cattiva”. La conferenza stampa di oggi alla Casa del Cinema di Roma ha messo in luce il forte carattere “autoriale” della pellicola:”Bisogna essere convinti che il cinema o è d'autore o non è. Vale anche per Hollywood, c'è una specie di setaccio, tutto va giù (i film di “intrattenimento”, ndr) ma poi rimangono i Coen, Eastwood, Allen eccetera” dice subito Emidio Greco. Che tiene molto al film, visto che scrisse la sceneggiatura appena finito di leggere il racconto di Lucentini dalla quale è tratta, ben 47 anni fa. E' un insieme di innamoramento e fiducia quello che corre fra il regista e i suoi due interpreti principali, Giuseppe Battiston e Ambra Angiolini. Dichiara il suo amore per Battiston Greco, che durante la prima scena, racconta, al solo “pronto!” del personaggio del Professore già era “quasi svenuto, lui è magnifico!”. Battiston si dichiara davvero felice di questo suo ruolo da protagonista:” Sono rimasto molto colpito dal film, trovo che sia davvero profondo e poetico, sono un po' emozionato a parlarne. Questo ruolo è stato per me molto importante. Sono molto grato a Emidio per aver avuto la possibilità di interpretare un personaggio così, in una somma di responsabilità che mi ha entusiasmato” racconta, aggiungendo poi che “La cosa più noiosa è stata farsi la barba. E continuo a considerarla una cosa noiosa!”. Più introspettiva Ambra Angiolini, che racconta come ha “tirato fuori” da se stessa il personaggio così malinconico della “Marchesa”, la prostituta del film:” La dimensione del personaggio è di una persona che abita il dolore. Nel mio caso non è stato così difficile, io di mio sono abbastanza incline a certe cose. Certe volte basta avere l'onestà di liberare le cose che pensi che siano solo tue, personali, da non regalare agli altri. Ma credo che Emidio le avesse già viste tutte, e aveva capito che potevo anche esorcizzarlo, quel dolore. Lo trovo la più bella possibilità che ho avuto, e anche se mi fa male vederlo (il film), quella che vedo è una faccia che racconta tanto, ha un vissuto che è anche il mio. Poi si confeziona il personaggio in modo che non sia proprio autobiografico, ma quell'essere speciale ha anche tanto della mia vita: esorcizzandolo nel film fa molto meno male”. Piccola perla nei titoli finali, quando si sente Ornella Vanoni cantare una canzone composta per il film da Luis Bacalov e lo stesso Emidio Greco.