Film ponte tra cinema, docu-dramma e visual art, come nelle parole del suo regista Louis Nero, il film è la storia di una vita dedicata alla ricerca della Verità. Così il suo creatore l'ha vista e così la racconta, e ci tiene a farcelo vedere con la sua chiave interpretativa: “Prendetevi del tempo - si raccomanda - per gustare le scene, costruite come fossero quadri. Il film si rifà al mondo della pittura (icone russe, ma anche Rembrandt e Caravaggio) e la parte estetica è in parallelo alla narrazione. Diversamente, continua il regista, scrittore, direttore della fotografia, produttore e montatore, da come ci è stato tramandato dalla storia, il mio Rasputin fa un percorso iniziatico. E' un Uomo nuovo, ricerca solo la Verità”.
Presenti alla presentazione anche l'attore principale, Francesco Cabras, e l'attore culto che presta la sua voce al film, Franco Nero.
Francesco Cabras racconta di aver lavorato alla recitazione togliendo il superfluo:” E' un film concettuale, Rasputin. Il mio lavoro sulla recitazione ha seguito un processo di rispetto nei confronti col film. Ho cercato l'assenza, il togliere, più che sovrastare il film. La definirei “recitazione ectoplasmatica”...Insomma, l'attitudine è stata togliere e rispettare l'iconicità dei personaggi”.
Ma è in Franco Nero che troviamo le parole più incisive della mattinata, sul mondo del cinema e sulla fantomatica rinascita del cinema italiano: “Ma quale rinascita! Il vero cinema si faceva anni fa, non esisteva la tv e c'erano veri produttori, con coproduzioni con Francia e Spagna, ed era la norma. Poi dagli anni ''80 in poi, con l'avvento della tv, l'85% delle sale cinematografiche furono chiuse. Il cinema, adesso, non si puo' fare se non c'è la televisione, senza il “diritto d'antenna”. I produttori ora sono le reti. Prima c'era un'industria . Adesso si fanno solo dei films. Ora ti dicono che se non c'è da ridere non si produce. Mi spiace per i miei colleghi italiani: macchè rinascita. Non c'è una lira al ministero, hanno tagliato i fondi, non c'è più un'industria”.





