Dopo Donnie Darko, che ne ha fatto un attore cult, Jake Gyllenhaal torna preda del tempo e delle realtà parallele con Source Code, action thriller pieno di ritmo di Duncan Jones (Moon), presentato oggi e in sala dal 29 aprile in 300 copie. In questo caso lo scorrere del tempo è alterato da un software anti terrorismo. Gli autori americani si divertono a pensare mondi in cui grazie alla tecnologia, informatica o farmaceutica, nel caso di Limitless (al cinema invece dal 15 aprile), le potenzialità umane superano la soglia. Un modo per replicare il tempo e combattere i terrorismo? “Bisognerebbe inventarlo subito”, dice Gyllenhaal presentando il film a Roma: “Si sarebbe potuto entrare, ad esempio, negli aerei dell’11settembre e sventare la tragedia”
A proposito del film che l’ha reso celebre dice: “Donnie Darko ha significato per me il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, Source code, invece, dall’adolescenza alla maturità”. Nella sua lettura del film “quello che davvero conta è l’aspetto psicologico. Il fatto poi che il mio personaggio muore e torna in vita tante e tante volte, più che alla science-fiction mi fa pensare alle reincarnazioni del buddismo”.





