Dopo le biografie di Ai Yazawa e Rumiko Takahashi, la Iacobelli dedica un volume ad un autore maschile dal tocco e delicato e lirico: Mitsuru Adachi. Famoso al grande pubblico italiano più che altro per il cartone animato di Touch (noto col suggestivo titolo di Prendi il mondo e vai), Adachi in realtà è un mangaka assai prolifico che ha saputo definire al meglio la sua cifra stilistica in una miriade di opere a fumetti, sia brevi che longeve. La monografia di Federica Lippi fa quindi i conti con la vasta produzione cartacea di Adachi, dedicando alle trasposizioni televisive solo poche pagine alla fine del volume. Già dal sottotitolo del libro si intuisce quale sia la chiave di lettura principale della poetica del mangaka: “quella straordinaria normalità”, come suggerisce l’introduzione. Nel presentare i lavori di Adachi l’autrice approfondisce molto l’analisi dei personaggi e delle tecniche narrative utilizzate dal maestro, offrendo così ottimi spunti critici sugli aspetti più adulti dell’universo creato dalle sue matite: l’elemento sportivo, la componente erotica, la rappresentazione del lutto, la semplicità del quotidiano, la crescita personale. Non mancano poi varie schede di approfondimento (molte delle quali con interessanti informazioni socioculturali) ed un’ampia sezione illustrata, qui particolarmente gradita grazie all’ottimo livello dei disegni e degli schizzi di Adachi. In definitiva un lavoro curato ed approfondito, in linea con la piega più critica ed autoriale che le monografie della collana Japan Files sembrano star seguendo negli ultimi tempi.




