Un percorso iniziatico per riconoscere se stesso. Il responsabile delle risorse umane di Eran Riklis, tratto dall’omonimo romanzo di Abraham Yehoshua, ripercorre tra le linee geografiche che da Gerusalemme conducono in Romania, i tracciati umani di vite apparentemente lontane.
Mark Ivanir è l’attore protagonista, già visto in Schindler List e in The terminal, che unisce la vita di una giovane donna rumena, morta in un attentato a Gerusalemme e l’azienda per cui lavora. Dal panificio per cui svolge le funzioni di responsabile delle risorse umane dovrà raggiungere la casa di Yulia in un piccolo paesino della Romania.
La meta da raggiungere è la famiglia della giovane, dimenticata all’interno di un obitorio per una settimana, perché nessuno si accorge della sua assenza.
Yulia è senza documenti, dimenticata dalla sua azienda accusata dalla stampa locale di crudele mancanza di umanità. Inizia così la peregrinazione del responsabile delle risorse umane che per superare l’onta subita per la ditta per cui lavora, dovrà arrivare in Romania.
Un cammino forzato, dovuto alla propria datrice di lavoro che lo allontanerà da una famiglia frammentata. Questa la realtà che il protagonista percepisce e vive. Promesse non mantenute alla figlia, un matrimonio incostante. La precarietà del responsabile delle risorse umane si scontra con l’imprevedibile morte di Yulia, una perfetta sconosciuta. Il suo corpo dovrà essere riconsegnato ad un figlio adolescente, ad un ex marito e ad una madre, lasciata in un piccolo paesino rumeno.
È con il dolore del ragazzo, abbandonato ad un’esistenza da ribelle che il film di Riklis ricompone i pezzi di vite lontanissime. Una paternità ritrovata in mezzo alla neve, a bordo di un cingolato utilizzato per arrivare al paese natio di Yulia, luogo in cui ancora vive la madre. L’apparente genericità di un uomo, qualificato solo come un responsabile delle risorse umane, arriva a renderlo di nuovo padre di un orfano, figlio di separati.
Nella vita interpretata da Noah Silver lo specchio della propria: il responsabile delle risorse umane in procinto di separazione che non sa essere presente nella vita della figlia quasi adolescente. Lotta contro il proprio volere per una causa che sente lontana da sé.
In realtà è nell’imprevedibilità delle vicende che lo conducono in Romania che egli stesso impara a leggere l’essenzialità di scelte che vanno riconosciute ogni giorno.
E così, il responsabile delle risorse umane inizia a discernere. Riconosce l’importanza della volontà di un figlio, privato troppo presto di una madre già lontana, che pretende per il suo ultimo saluto alla salma riportata in patria, la presenza della sua unica famiglia: la nonna ed il padre.
Diventa quindi, l’artefice di un tracciato che chilometro dopo chilometro, ricompone il senso più naturale e profondo della vita.
Prodotto dalla Sacher distribuzione “Il responsabile delle risorse umane”, già premiato dal pubblico al festival di Locarno 2010 è candidato di Israele agli Oscar 2011.




