Sabato 30 Ottobre, nella categoria Spettacolo – Eventi Speciali, il Festival del Cinema di Roma ha presentato il film documentario Bhutto, biografia dell'ex primo ministro pakistano Benazir Bhutto. La pellicola di Duane Baughman e John O’Hara segue le vicende della prima donna che abbia guidato una nazione islamica, e nel farlo affronta così un ampio arco temporale della storia del paese. D’altra parte, le vicende della famiglia Bhutto appaiono così fortemente radicate alla storia del Pakistan da rendere impossibile tracciare la biografia di un suo così importante membro senza parlare delle evoluzioni - ed involuzioni - attraversate dalla sua nazione: la divisione del Pakistan dall’India, il clima di repressione costante, la deposizione e l’esecuzione del capofamiglia Zulfiqar Ali Bhutto, la prigionia ingiustamente subita dai fratelli e da Benazir stessa, i suoi due mandati politici, gli incontri con i più importanti capi di stato, il clamoroso omicidio avvenuto il 27 dicembre del 2007.
A seguire, c’è stato un incontro con il regista Duane Baughman e il produttore Mark Siegel, che hanno raccontato le difficoltà di raccogliere il materiale e sistemare i numerosi contributi che gli intervistati hanno fornito su una figura così carismatica ed amata come quella della Bhutto. A moderare la conferenza il giornalista Luca Rigoni, esperto di politica estera. E’ inizialmente intervenuto anche il figlio di Benazir, Bilawal Bhutto Zardari, ma dopo un breve saluto ha lasciato la sala perché non intenzionato a rispondere ad eventuali domande dei giornalisti.
Accorati e commossi i ricordi di regista e produttore sulla figura di Benazir. “Credo di poter dire con certezza che Benazir Bhutto abbia ispirato milioni di donne, musulmane e non, in tutto il pianeta”, sentenzia Siegel. E una punta di ottimismo viene espressa anche sulla situazione politica del Pakistan, che dal film non esce certo con le ossa intere. E’ infatti lo stesso Baughman a sbilanciarsi: “Ora il Pakistan è davvero sulla strada di un futuro democratico”. E confidiamo con lui che sia davvero così.




