Sabato, 27 Novembre 2010 22:32

The Escapist

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Cinque detenuti in fuga, in cerca di riscatto: un thriller low-budget per l’esordio alla regia di Rupert Wyatt

 

Frank Perry è un ergastolano sessantenne, taciturno e solitario. Da anni scrive alla famiglia, ma le sue lettere ritornano sempre al mittente, fino a quando riceve la notizia che la figlia 21enne è gravemente malata. Deciso a vederla un'ultima volta, escogita un complesso piano di fuga ma, per riuscire nella sua impresa, ha bisogno di coinvolgere nell’impresa l’amico Brodie, il duro Lenny Drake, che vuole uscire per pareggiare i conti con il suo socio, e il “chimico” (e spacciatore) della prigione, Viv Batista. Per ultimo, decide di coinvolgere anche il suo neocompagno di cella, Lacey, che dietro le sbarre rischia la vita per aver osato sfidare il “padrone” della prigione, il feroce Rizza.

Qualsiasi film carcerario si scontra con i classici di genere, il debutto alla regia di Rupert Wyatt supera le aspettative con questo thriller low-budget britannico molto più umano di “Fuga per la vittoria” o de “Le ali della libertà”. Dialoghi ridotti al minimo, fotografia giallastra che rende il carcere quasi un monumento decadente, la pellicola si sviluppa seguendo una doppia linea narrativa, mostrando contemporaneamente la preparazione del piano e il reclutamento dei partecipanti e la fuga che porterà i cinque galeotti ad attraversare Londra attraverso la sua fitta rete di cunicoli e gallerie sotterranee. La narrazione segue un ritmo vivace, esasperando i suoni dell’ambiente carcerario: dalla campanella che annuncia lo spegnimento delle luci allo scroscio di acqua della doccia, invasa dal vapore, in cui Lacey viene stuprato.

Wyatt si concentra soprattutto sui volti dei protagonisti: Frank Perry, interpretato da Brian Cox, troppo vecchio e troppo intelligente per sperare in qualcosa di fuori delle quattro pareti della sua cella, riscopre la paternità proprio con il giovane Lacey, un intenso Dominic Cooper, che con lo sguardo riesce a comunicare paura e rabbia nei confronti del suo aguzzino, il tossicomane Tony (Steven Mackintosh), fratello dello spietato Rizza (Damian Lewis). Completa il quadro un muscoloso Joseph Fiennes, in canotta e felpa con cappuccio, che mostra il carattere ombroso che aveva dovuto tenere ben nascosto in “Shakepeare in Love” e veste con disinvoltura i panni di un personaggio completamente diverso da quelli interpretati finora.

 

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