10 Nov
Mr. Coppola, un maestro indiscusso
Scritto da Nunzia Capitano |
Read 405 times Published in Torino 2009 Last modified on Venerdì 13 Novembre 2009 12:59
 
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Il 7 aprile del 1939 a Detroit nasceva Francis Ford Coppola, uno degli indiscussi maestri del cinema. E quell'aria rassicurante, insieme allo sguardo bonario e all'aspetto da Babbo Natale (lo hanno paragonato anche a lui, probabilmente per la barba) fa sì che ancor di più sembri, anche nella figura, un padre.

Le origini sono artistiche, oltre che lucane: i nonni emigrarono dalla provincia di Matera a New York agli inizi del Novecento, il padre era un musicista jazz, primo flauto dell'Orchestra Sinfonica di Detroit; la madre, invece, aspirante attrice; il fratello (padre del famoso Nicolas Cage, che però ha cambiato il cognome) professore di letteratura, e la sorella Talia Shire (sì, anche lei ha ritoccato i dati anagrafici) è la celebre Adriana urlata da Rocky Balboa, nonchè la Connie Corleone della celeberrima saga de Il padrino.

E il gene della creatività e dell'arte si è esteso anche ai figli di Mister Coppola, visto che di quattro, tre hanno scelto di lavorare nello stesso campo, infatti Roman fa l'assistente regista, Giancarlo l'attore e Sofia la regista (suoi sono i noti e più o meno apprezzati dalla critica Il Giardino delle vergini suicide, Lost in Translation e Marie Antoinette, e suo era il volto di Mary Corleone ne Il padrino Parte III). Insomma, un vero e proprio clan che regna su Hollywood.

Ammalatosi di poliomelite, da bambino fu costretto a starsene a casa in quarantena e i genitori gli regalarono un teatrino di marionette: da qui nasce l'amore per la rappresentazione e poi per la settima arte. Negli anni dell'adolescenza frequenta le proiezioni del Museum of Modern Art di New York, scopre una passione per Ejzenstejn, Gance e Griffith, si diploma in drammaturgia e teatro e s'iscrive all'Università di Los Angeles per studiare cinematografia.

Qui, oltre a conoscere Jim Morrison, inizia a girare i primi corti e poi a scrivere sceneggiature per film a basso budget. Il primo lungometraggio girato e scritto da lui arriva nel 1963, Terrore alla tredicesima ora. Il film ha un discreto successo, ma il signor Coppola si afferma come sceneggiatore e scrive per Pollack lo script di Questa ragazza è di tutti, 1966, con Robert Redford e poi quello di Parigi Brucia? sempre del '66, con Jean-Paul Belmondo, Orson Welles, Anthony Perkins, Alain Delon, Kirk Douglas, Glenn Ford.

Il bisogno di finanziare da sè le sue opere senza ricorrere all'aiuto delle grandi majors lo portò a fondare e a dirigere negli anni settanta una sua casa di produzione, la American Zoetrope, che tra successi e insuccessi, produrrà cineasti come Wim Wenders, George Lucas e Akira Kurosawa e lavorerà con gli attori mostri sacri del cinema, come Robert De Niro, Al Pacino e Marlon Brando.

La consacrazione arriva nel 1972: Il padrino vince l'Oscar come Miglior Film, quello per la Migliore Sceneggiatura e Vito Corleone/Marlon Brando porta a casa quello per il Migliore Attore Protagonista. Inoltre trionfa ai Golden Globe, aggiudicandosene ben cinque (tra cui Miglior Regia), e vince due David di Donatello, un Grammy e un BAFTA.

Consacrazione che due anni dopo si riafferma con l'unico seguito della storia del cinema degno della sua prima parte: Il padrino Parte II infatti fa aggiungere alla sua collezione di statuette dorate altri 6 premi, tra cui Miglior Film e Miglior Regia.

La saga della famiglia dei Corleone è una delle storie più amate dal grande pubblico e Il padrino è considerato la seconda miglior pellicola statunitense della storia dall'American Film Institute.

Dopo il raffinato La conversazione, che vince la Palma d'Oro al Festival di Cannes nel 1974, arriva il terzo grande successo, forse l' opera più grande, di certo quella più difficile, è il film cult Apocalypse Now, del 1979.

Liberamente ispirato al romanzo Cuore di tenebra di Joseph Conrad e ambientato nel Vietnam della guerra, ha una produzione lunga e complessa, ma viene premiato con la Palma D'Oro, due Oscar, 3 Golden Globe, un David di Donatello e un BAFTA. Nel 2001 esce una nuova versione del lungometraggio, Apocalypse Now Redux, con scene inedite e finale diverso.

Nel 1990 porta a termine la trilogia sulla famiglia mafiosa più famosa del cinema, ma Il padrino Parte III non ha lo stesso successo di critica dei primi due.

Negli anni successivi il regista italoamericano si metterà alla prova con l'horror drammatico e romantico Dracula di Bram Stoker nel 1992 e con il thriller L'uomo della pioggia nel 1997, entrambi acclamatissimi da pubblico e critica.

Passano dieci anni prima di vedere Mr. Coppola di nuovo dietro una macchina da presa e lo fa con Un'altra giovinezza, film tratto dall'omonimo romanzo di Mircea Eliade, che però non convince.

Considerato come il regista di "transizione" tra il cinema classico e quello moderno, completo, Francis Ford Coppola compensa capolavori con film più intimisti e modesti, pietre miliari del cinema con essays di sperimentazione eppure d'esperienza, fallimenti con grandi successi al botteghino, mostrando che nemmeno lui è perfetto, ma rimanendo sempre in vetta all'Olimpo hollywoodiano.

In una recente intervista in cui racconta i suoi settant'anni ha dichiarato di essere soddisfatto della sua vita, di avere la passione di un diciottenne e che continuerà a mettersi alla prova. Noi speriamo che continui a regalarci nuovi sogni a cominciare con il suo nuovo lavoro Segreti di famiglia - Tetro.

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