Venerdì, 13 Novembre 2009 21:15

Le refuge - Il rifugio - Recensione

Scritto da 

Le refuge

Le refuge - Il rifugio (Francia-Italia 2009, 90'). Regia: François Ozon; Soggetto e sceneggiatura: Francois Oozon, Mathieu Hippeau; Fotografia: Mathias Raaflaub; Montaggio: Mariel Breton; Produzione: Teodora Film (Italia), Eurowide Film Production e Foz (Francia); Musica: Louis-Roman Choisy; Personaggi e interpreti: Isabelle Carré (Mousse), Louis-Roman Choisy (Paul), Pierre Louis Calixte (Serge), Melvil Poupard (Louis), Claire Vernet (la madre), Jean-Pierre Andreani (il padre), Jerome Kircher (il dottore), Marie Riviere (la donna sulla spiaggia), Nicolas Moreau (il seduttore), Emile Berling (lo spacciatore), Maurice Antoni (il prete).

La ricerca dell'amore vero, il dolore, la morte, la speranza di un cambiamento di sé. In questo film del quarantaduenne regista parigino, i temi della vita ci sono tutti e vengono affrontati senza ipocrisie. Il rifugio da cui trae origine il titolo, è una casa sulla costa atlantica che la giovane Mousse elegge a propria dimora dopo la morte del suo compagno Louis per una overdose di eroina alla quale un pusher aveva mischiato del valium. Anche lei ha rischiato di finire all'altro mondo nell'appartamento al centro di Parigi dove la coppia si era rifugiata per vivere un po' di intimità. Ma dopo sei ore di coma, per fortuna se l'è cavata. E' viva. Ma i medici hanno scoperto che è incinta. Mousse, all'inizio, non sa se tenere il bambino oppure no. Distrutta per l'orribile fine del suo amato Louis, non vuole seguire il "consiglio" della madre di lui che vorrebbe si sbarazzasse di quel frutto del loro amore "tossico". Preferisce portare avanti la gravidanza ma sente il bisogno di scappare. E trova la villetta lasciata da un suo amico a Getaria, vicino al confine con la Spagna, come nuovo rifugio per cercare di tornare a vivere e ritrovare la serenità di cui ha bisogno. In realtà, l'autore insiste su quello che sembra essere il tema dominante della vita stessa di Mousse: la ricerca di un amore vero, la ricerca della vera felicità. La ragazza è convinta che quell'isolamento l'aiuti ad alleviare la sua sofferenza. Dopo qualche mese però la raggiunge Paul, il fratello adottivo di Louis, un omosessualeil quale resta affascinato dallla bionda Mousse e colpito dalla sua sensibilità. Tanto che finiscono anche a letto insieme. Mousse, che vuole dimenticare la sua condizione, si lascia anche corteggiare da uno sconosciuto ma fugge nel momento in cui lui cerca di accarezzarle il ventre. Quel ventre gonfio del figlio di Louis il quale - lei ne è sicura - , gli somiglierà sicuramente, avrà gli stessi occhi, la stessa espressione del viso dell'uomo che ha amato. La ragazza capisce che forse si illude ma va avanti nel suo proposito finché non partorisce. E qui, l'amaro colpo di scena finale: quando Paul la va a trovare in ospedale, Mousse, con la scusa di andare a fumare una sigaretta, esce dalla camera e fugge. Fugge ancora, prende il treno, lascia di nuovo Parigi e lascia la figlia, perché di una bimba si tratta, tra le braccia amorevoli di Paul. "Lui sarà in grado - pensa Mousse - di accudirlo e curarlo con amore". E' una scelta egoistica o un modo per dare davvero un futuro d'amore vero alla sua bambina? In fondo, sembra dirci Ozon, Mousse non ha trovato ancora la sua felicità. Cerca ancora qualcuno che la sappia amare. Isabelle carrè, realmente inconta quando ha girato il film, è molto brava a torar fuori la personalità inquieta della protagonista. E anche molto bella nonostante i suoi otto chili di troppo. Anche Louis-Roman Choisy, attore non protagonista e autore della canzone della colonna sonora, è bravo e misurato in una parte così ambigua ma tenera come quella di Paul.

doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.