Venerdì, 12 Febbraio 2010 23:04

Ed Wood

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È stato considerato il peggiore regista di tutti i tempi, autore di scalcinati film di genere horror e fantascientifici, ma è stato riscoperto dai ragazzi degli anni Settanta, primo fra tutti proprio Tim Burton: Ed Wood, scomparso in miseria nel 1978, diventa eroe di una pellicola del 1995 che non ottiene un grande successo commerciale ma di critica e come premi, vincendo due Oscar.

Burton ci immerge nell'epopea di un entusiasta del cinema, vulcanico ma con nessun mezzo, con idee strampalate tra il cinema di genere e le tematiche legate al travestitismo (Ed Wood era eterosessuale ma adorava vestirsi da donna), in una Hollywood lontana dai grandi studios, fatta di gente che fatica a campare, piena di amarezza e con pochi mezzi, coinvolta nei folli progetti del protagonista, tra aspiranti transessuali, presentatrici horror, wrestler, attori ormai dimenticati.

E alla fine Wood, magistralmente interpretato da Johnny Depp, diventa un eroe: certo, insolito, stravagante, tragico nel non accorgersi del suo fallimento ma in fondo commovente perché continua a credere nel suo sogno, anche con tutte le porte sbattute in faccia, tra mille problemi, tra fidanzate che lo mollano con scenate, finanziatrici che si rivelano inadeguate, compromessi quali il dover aderire ad una confessione religiosa per avere i soldi per fare Plane 9 for outer space, il film con la cui prima si chiude il film, mentre Ed dice: Questo è il film per cui verrò ricordato.

Burton sceglie volutamente fotografia e atmosfere in linea con gli anni Cinquanta, bianco e nero come il B-Movies, rispettoso dello stile del suo regista di culto, rendendolo vicino al pubblico, mettendo in luce la sua capacità di entusiasmare chi lavorava con lui, non ultimo Bela Lugosi, divo dell'horror ormai alla fine, che vivrà la sua ultima stagione di relativo successo grazie ai film di Wood. Se Depp è perfetto nella parte di Wood, il veterano Martin Landau, caratterista in ruoli da cattivo da giovane e protagonista di serial cult di genere come Spazio: 1999 e Missione Impossibile dà nel ruolo dell'ex più carismatico Dracula dello schermo forse la sua migliore interpretazione, con una scena madre, il suo commiato dal pubblico, quando per strada recita la scena del film di Wood, da antologia. Meritato l'Oscar come migliore attore non protagonista, come è meritato l'Oscar al trucco.

Ed Wood è una riflessione sulla creatività e l'arte, sul saper intrattenere raccontando storie, sulla differenza in fondo relativa tra grande arte e B movies (bello il confronto con Orson Welles, in cui entrambi i registi scoprono di avere gli stessi problemi), sui rapporti umani, sull'anticonformismo.

L'amore di Burton per il cinema di genere è chiaro, così come l'omaggiare un regista di cui Tim Burton non vuole dirci che si è trattato di un genio incompreso, ma di una persona che amava il suo lavoro e le persone che lo circondavano, e che raccontava storie. Storie scalcinate, ma che hanno saputo influenzare l'immaginario di autori più dotati di lui.

Letto 339 volte Ultima modifica il Lunedì, 01 Marzo 2010 22:59

doppioschermo

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