"Se mi chiedete de La dolce vita come nel test delle associazioni, rispondo subito: Anita Ekberg! A distanza di trent'anni il film, il suo titolo, la sua immagine, anche per me, sono inseparabili da Anita. Era di una bellezza sovrumana. La prima volta che l'avevo vista in una fotografia a piena pagina su una rivista americana “Dio mio” pensai “non fatemela incontrare mai!” Quel senso di meraviglia, di stupore rapito, di incredulità che si prova davanti alle creature eccezionali come la giraffa, l' elefante, il baobab lo riprovai anni dopo quando nel giardino dell'Hotel de la Ville la vidi avanzare verso di me preceduta, seguita, affiancata da tre o quattro ometti, il marito, gli agenti, che sparivano come ombre attorno all 'alone di una sorgente luminosa. Sostengo che la Ekberg, oltretutto, è fosforescente". E’ con queste parole che Fellini ricordò Anita Ekberg, la bellissima svedese di cui tutti noi ricordiamo la scena del bagno nella fontana di Trevi ed il suo celebre “Marcello come here”. Ma la Ekberg non è stata l’ unica ad essere diretta dal grande Fellini. Anche la Milo, la Cardinale, la Aimèè e colei che poi divenne sua moglie, Giulietta Masina.
Sandra Milo
Sandra Milo, vero nome Elena Liliana Greco, nasce l’ 11 marzo 1935 a Tunisi. Debuttò ne Lo scapolo (1955) accanto ad Alberto Sordi, con il nome di Lilli Greco. La sua voce da bambina e la sua avvenenza furono per lei un trampolino di lancio. Il primo ruolo importante arrivò nel 1959 grazie al film Il generale Della Rovere, di Moris Ergas, che poi divenne anche suo marito, in cui interpretò il ruolo di una prostituta, diretta da Roberto Rossellini. Ruoli analoghi seguirono fino a quando la sua carriera non venne stroncata, nel ruolo di Vanina Vanini, regia di Rossellini, nel Festival di Venezia.
8 ½ (1963) e Giulietta degli spiriti (1965), consacrarono il suo incontro con Fellini. Sandrocchia, come lui la chiamava, era considerata una femme fatale ironica e disinibita. I film le valsero il Nastro d’ Argento come migliore attrice non protagonista. Fu diretta anche da Luigi Zampa in Frenesia dell’ estate (1963) da Dino Risi ne L’ Ombrellone (1968) e da Antonio Pietrangeli in La visita (1963).
La sua vita amorosa è stata burrascosa, due matrimoni ed una relazione, come lei stessa,. lo scorso anno ha dichiarato, nello studio della trasmissione televisiva di Canale 5, Pomeriggio 5, con Fellini, durata 17 anni.
Successivamente Sandra è scomparsa dalle scene cinematografiche, per approdare a quelle televisive, conducendo programmi come Piccoli fans (1985), Cari genitori (1991). In seguito, sarà una delle protagoniste nella parodia de La donna del mistero, con Patrizia Rossetti e i Ricchi e Poveri.
Memorabile lo scherzo che le fecero durante la trasmissione L’ amore è una cosa meravigliosa. Durante la trasmissione, arrivò una chiamata che le annunciava che suo figlio Ciro aveva avuto un incidente e che si trovava in ospedale. La Milo cominciò ad urlare per tutto lo studio il nome del figlio, a domandare quale ospedale e chi fosse al telefono. Le sue grida furono poi riprese e diventarono un vero tormentone nelle trasmissioni Blob e Target. Da qui nacque il titolo per una trasmissione di Italia 1, Ciro, il figlio di Target.




