"Quando ho finito il liceo, pensavo di andare a Perugia a fare agraria. Intanto lavoravo come modello. Ma e' arrivato papa', ha cominciato a dirmi che gia' mi vedeva diventare croupier o pappone". Così Alessandro Gassman racconta di suo padre Vittorio. "Mi ha costretto a iscrivermi alla Bottega teatrale di Firenze. Dove lui era direttore e poteva tenermi d'occhio - racconta Alessandro al settimanale Gioia - Non avevo talento e per giunta ero il 'raccomandato' ma ho fatto lo stesso l'attore".
Un rapporto speciale ma complesso quello tra Alessandro e Vittorio Gassman. "E' stato un'ombra gigantesca. Ad ogni critica dicevo: devo farcela. Sono preciso e perfezionista, tenace. Alla fine credo di esserci riuscito, ma e' stata davvero dura'', ammette l'attore.