Il governo cinese ha deciso di sospendere le proiezioni di «Avatar» nonostante il grande successo di pubblico. A partire dal 22 gennaio la China Film Group Company, distributrice di «Avatar» in Cina, ritirerà dalle sale la versione «normale» del film: solo la versione tridimensionale, per la quale è richiesto l'uso di speciali occhiali che vengono distribuiti all'ingresso delle sale, rimarrà in circolazione. Dato che le sale attrezzate per il tridimensionale sono pochissime, si legge sui quotidiani cinesi, la decisione equivale al ritiro dalla circolazione di un film che sta battendo tutti i record di incassi, in Cina come nel resto del mondo. Secondo l' Apple Daily di Hong Kong, la decisione sarebbe «politica» e l'ordine di bloccare il film sarebbe venuto direttamente dal Dipartimento Centrale di Propaganda del Partito Comunista Cinese. In alcuni forum, la decisione viene spiegata con la necessità di lasciare spazio alla pellicola su Confucio, prodotta ad Hong Kong, che sarà nelle sale a partire dal 23 gennaio, e agli altri film cinesi, schiacciati dal successo di «Avatar». Altri invece affermano che le autorità avrebbero visto nel film pericolosi riferimenti alla situazione delle minoranze etniche della Cina, come i tibetani e gli uighuri.
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