
Il cinema italiano non sa guardare all'estero. Lo denuncia il regista
Gabriele Muccino in un'intervista al quotidiano Il Sole 24 Ore. ''Il più grande limite di Roma, e di tutto il Paese, è che non si guarda fuori. Ci accontentiamo di quello che il nostro compagno di banco sta facendo, siamo in competizione solo col vicino. Questo restringe molto la qualità del prodotto finale", ha spiegato Muccino. "I film nostrani rischiano di essere ingenui e poco competitivi; chi deve fare cinema si impigrisce, perchè sa che il competitor è alla sua portata. Quando ho fatto film negli Usa mi sono confrontato con i giganti del cinema internazionale: una dimensione angosciosa e agonistica, che mi ha costretto a tirare fuori tutto il talento e tutte le armi possibili", ha spiegato il regista romano che guida la giuria che ha selezionato i 3 cortometraggi a sostegno della candidatura della capitale ai Giochi del 2020.