Il maestro del brivido, l'amante della suspance cinematografica, colui che , nelle sue indimenticabili pellicole, non rinunciava mai ad una piccola "apparizione". Sono passati 30 anni dalla morte di Alfred Hitchcock. Era il 29 aprile 1980 e il regista inglese decideva di uscire di scena, a Los Angeles.
Rivedere i suoi film è sempre una sorpresa, una nuova scoperta. Anche per questo, il canale Studio Universal ha riproposto, per l'intero mese di aprile, una speciale programmazione, con esattamente trenta episodi degli Alfred Hitchock presents. E poi grandi classici come La donna che visse due volte e Gli uccelli. Anche Cannes renderà omaggio al maesto del brivido. Cannes Classics, infatti, proporrà la versione restaurata di Psyco, con colonna sonora rimasterizzata.
Nato a Londra nel 1899, Hitchcock inizia ad interessarsi al cinema nel 1919, quando la Famous Players-Lasky, l'attuale Paramount, apre una filiale a Londra e viene assunto come responsabile delle didascalie. Comincia a dedicarsi, poi, alla sceneggiatura e alla regia. Il suo primo lungometraggio muto è Il labirinto della passione del 1925.
Altre iniziative per ricordarlo sono state organizzate in tutto il mondo. Alla Film Academy di Hollywood, che consacrò il suo successo, conferendogli, tra l'altro, l'Irving Thalberg Award nel 1968, ma rifiutandogli l'Oscar nonostante il record di candidature, (cinque volte come miglior regista ma mai premiato) sono state organizzate numerose iniziative per ricordarlo.