L'attesa è terminata. Presentato oggi a Cannes il Robin Hood di Ridley Scott con Russel Crowe che segna il ritorno della coppia de Il gladiatore.
La Universal ha già dato un piccolo assaggio al pubblico romano in occasione della presentazione del Blu-Ray proprio de Il gladiatore, uscito in sala esattamente dieci anni fa. "Questo film è stato una chiave di volta tra passato e presente - ha spiegato Giuseppe Squillaci, VFX Supervisor - Gli effetti visivi de Il gladiatore erano futuro, con gli albori delle nuove tecnologie. Roma è stata ricostruita nei minimi dettagli ma l'attenzione di Scott alla realtà e al lato artistico ha portato all'abbandono del motion control: una svolta".
Con la precisione che lo contraddistingue, Scott ha deciso di raccontare le avventure dell'arciere di Sherwood con una grande attenzione al contesto storico e sociale. E per farlo non bastavano gli effetti speciali. L'arco, simbolo di Robin Hood e di un'intera epoca, è il protagonista della pellicola. Mesi di allenamento e prove per Russell Crowe, Cate Blanchett e colleghi che hanno utilizzato archi e frecce perfettamente riprodotti. "L'arco è intrinsecamente legato alla vita. Tutti i popoli hanno sviluppato quest'arma e un modo tutto loro per scagliare le frecce - ha raccontato il campione italiano ed europeo di tiro con l’arco Giuseppe Bianchi - E' evidente e da ammirare lo sforzo dal cast per apprendere l'arte del tiro con l'arco. Il film è girato in maniera molto realistica per ambientazione e attrezzature, e anche come esecuzione di tiro. L'importante era che l'arciere avesse feeling con l'arma perchè aveve una sola possibilità, la vita o la morte". Non a caso la scuola di tiro con l'arco di Bianchi è dedicata a Howard Hill, da molti definito il più grande arciere della storia, e controfigura nella prima pellicola Le avventure di Robin Hood del 1937, colossal della Warner Brothers con Errol Flynn.