Il regista di Il lupo e L'ultimo ultras, Stefano Calvagna, è stato rinviato a giudizio per i reati di calunnia aggravata, detenzione e porto di arma clandestina, ricettazione. Alla base delle accuse una messa in scena organizzata ai danni di un produttore cinematografico e di un'altra persona. La vicenda ha inizio il 17 febbraio del 2009, quando Calvagna viene gambizzato, mentre sta uscendo da uno spettacolo al teatro Anfitrione, in via di San Saba. Il regista, che da tempo sosteneva di essere minacciato di morte, dichiarò che a farlo aggredire sarebbe stato un produttore cinematografico, Alessandro Presutti, che lo aveva denunciato per la vicenda della truffa. Poi aveva chiamato in causa anche l'ex collaboratore Carlo Bernabei: sulla base di quelle indicazioni fu disposta la perquisizione degli uffici a Cinecittà, dove venne trovata una pistola semiautomatica con matricola abrasa, dello stesso calibro di quella usata per colpire a Calvagna. La visione dei nastri delle telecamere a circuito chiuso fece scoprire poi che l'arma era stata nascosta qualche ora prima da una persona legata al regista, un appuntato della Guardia di Finanza.




