Sean Connery, l’indimenticato agente 007 del grande schermo, compie 80 anni. Doveva essere una festa intima e con pochi invitati, ma la famiglia ha deciso di fare le cose in grande e per festeggiare l'attore oggi ha deciso di organizzare una mega festa in suo onore con i Bowfire, il famoso gruppo di violinisti specializzato in musica celtica molto amato dall'attore.Nato ad Edimburgo il 1930 da un camionista e una cameriera, abbandona giovanissimo la scuola e a sedici anni si arruola nella Marina scozzese (a questo periodo risalgono i due tatuaggi che ha sul braccio destro, il motto "Scotland forever" e la scritta "Mum and Dad"). Congedato per un'ulcera, Connery fa mille mestieri: muratore, modello per l'Edimburgh Art College, guardia del corpo, persino lucidatore di bare. Nel 1950 rappresenta la Scozia all'elezione di Mister Universo e arriva terzo nella sezione 'alti' (è alto 1,88 cm). Nel '58 viene scelto come ballerino di fila (ha preso lezioni di danza per undici anni dalla ballerina svedese Gert Malmgren) nel musical South Pacific, e, dopo alcune parti di primo piano in televisione, viene notato dalla 20th Century Fox e comincia a lavorare nel cinema. Ma il successo planetario con il ruolo di James Bond, l'agente 007 con licenza di uccidere: per ottenerlo sbaragliò una concorrenza spietata composta da Cary Grant, Rex Harrison, Trevor Howard e Roger Moore. Da quel momento - grazie alle sue intepretazioni in ben sei film della saga, da 007 - Licenza di uccidere (1962) a Mai dire mai (1983) - Connery sarà ricordato come l'agente sciupafemmine, maschilista convinto, amante di donne, auto e armi. Ma anche dopo aver smesso i panni di James Bond, la sua carriera non si è mai fermata: sono seguiti ancora una lunga serie di successi come La casa Russia, Caccia a Ottobre Rosso e Mato Grosso.
Nel 1999 venne anche nominato baronetto dalla regina Elisabetta II. L'attore è anche un simbolo della Scozia per la quale chiede da anni con forza l'indipendenza. L'attore, che vive da decenni alle Bahamas, oltre ad aver finanziato per anni il partito nazionalista scozzese ha scritto anche un libro dedicato a questa causa, Being a Scot'. "Venire da questa terra ha fatto tutta la differenza, per la mia vita. E' quello che cerco di raccontare in questo libro", ha detto alla presentazione del volume nel 2007 ad Edimburgo. E così non a caso a chi gli chiedeva in una intervista perché non viva in Scozia da tanto tempo, ha risposto che ci tornerà solo quando la nazione si separerà dal Regno Unito.




