Lina Wertmuller spara a zero al Festivaletteratura di Mantova, ed è subito polemica con Nanni Moretti, accusato di essere "uno stronzo che manca di ironia. Lo inseguii una volta in una festa a Roma per congratularmi con lui di avermi preso in giro. Si voltò e se ne andò", ha raccontato. Presentando al pubblico la sua biografia, la regista ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, rivendicando un rapporto contrastato con il cinema statunitense. "Gli americani hanno amato i miei film anche più degli italiani anche se i modi del cinema americano, la sceneggiatura blindata e il final cut che tocca al produttore, non mi appartengono proprio". La regista poi ha spiegato di essere nata in Italia "nel tempo in cui il cinema italiano apriva le ali". Anni che la regista ricorda come splendidi. "Il cinema nasceva da incontri informali, non aveva l'ossessione dell'industria. Noi lo pensavamo come artigianato, era una concezione infinitamente differente rispetto a quella in voga negli Usa". Dall'età dell'oro, però, secondo la regista il cinema italiano è cambiato molto: "Oggi mancano i produttori. Vorrei fare Caligola ma nessuno mi aiuta".




