20 Jul
Il Paese delle arti in piazza per sopravvivere
Scritto da Melania Di Giacomo |
 

Il mondo della cultura e dello spettacolo si mobilita contro il prosciugamento dei finanziamento pubblici al settore. Sit-in davanti alla Camera dei deputati. Ma si studiano proteste clamoroso: uno sciopero fiscale e manifestanti sul tappeto rosso di Venezia. E gli artisti minacciano: “Caliamo il sipario”.


Boicottare il Festival di Venezia per protesta contro il dissanguamento del Fus (Fondo unico per lo spettacolo) sarebbe un gesto clamoroso. Qualcuno lo propone, cavalcando la potente immagine mediatica che una suggestione come questa suscita solo parlarne. Il direttore della Mostra, sentito da un quotidiano, ne prende le distanze, e lavorando alla chiusura del calendario, si sente solo disposto a concedere un “collaboriamo” alle contestazioni. Se non questo, allora uno sciopero fiscale e contributivo (congelare i pagamenti dovuti allo Stato per il 2009) come hanno proposto i produttori del Global summit di Ischia la scorsa settimana. Per il momento c’è una manifestazione a Montecitorio: dalle 17 di oggi attori, registi, tecnici, musicisti, ballerini inizieranno la protesta che potrebbe spingersi fino ad un sit-in permanente nel piazzale davanti alla Camera dei deputati.

Il mondo dello spettacolo si sta mobilitando per il reintegro del taglio di 130 milioni di euro di taglio del Fondo, sceso a 380 milioni di euro rispetto ai 511 milioni previsti dal Governo Prodi per il 2008. Secondo gli organizzatori della manifestazione, le associazioni 0.3, Centaautori, Anec, Slc-Cgil, Fials e Anac, il progressivo prosciugamento degli investimenti dello Stato nello spettacolo mette in gioco la sopravvivenza del cinema italiano. Il mondo dell’industria culturale italiana ha fatto i conti in tasca agli altri settori produttivi del paese. Rivendicano che per le arti non c’è stato nessuno sgravio fiscale per alleggerire la crisi economica, e nessuna garanzia supplementare sui crediti. E da qui l’amarezza di una categoria che rivendica il riconoscimento del proprio ruolo non solo ludico, ma anche di attività produttiva per il Paese che dà lavoro a 76 mila persone (stime dell’Ente per lo spettacolo).

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