Il vecchio fa posto al nuovo: prima le vendite ai botteghini stroncate dai dvd, ora i dvd soppiantati da internet. E’ una legge della natura e dell'economia, che vale anche per il colosso della distribuzione di intrattenimento Blockbuster. 6.500 negozi, 4 mila solo negli States, un centinaio in Italia (un business per anni gestito con il gruppo di Silvio Berlusconi) e un miliardo di dollari di debiti. Il gigante arranca tanto da prevedere di liberarsi del peso di quasi 800 store. Mentre il mercato ha già pensato ad alleggerire la borsa: le azioni Blockbuster hanno perso il 30% del loro valore. Una situazione tale che il gruppo potrebbe essere costretto a farsi sorreggere dal Chapter 11, la legge che disciplina la bancarotta
negli Usa. Lo riporta il quotidiano la Repubblica.
Tutta colpa di Internet. Il marchio a blu e giallo che teneva Hollywood per la cravatta, dettando di fatto i tempi e i modi della distribuzione delle pellicole è finito nella Rete. Per due volte. Prima indebolito da NetFlix, che sul web garantisce oltre 100 mila titoli in dvd e permette di fare tutto da casa, infine stroncato dal video on demand a noleggio di Amazon e iTunes.
Cambia il supporto, anzi si elimina il supporto, e cambiano ancora le abitudini del pubblico. Se già il noleggio di dvd aveva reso il vedere un film un atto sempre meno collettivo (nelle sale) e sempre più privato (nei salotti), ora lo streaming e il downloading agevolano una fruizione sempre più solitaria: carta di credito, computer e buona visione.




