Matteo Garrone: arriva il cofanetto dei suoi primi film

Mercoledì 11 Novembre 2009 17:05 Scritto da  Valeria Jannetti
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Presso il Politecnico Fandango il regista di Gomorra, Matteo Garrone, ha presentato il suo nuovo cofanetto contenente i suoi primi lavori. Prima di concedersi ai giornalisti, una short view dei 4 film contenuti: Terra di Mezzo, Ospiti, Estate romana e Oreste Pipolo - Fotografo di Matrimoni. In esclusiva, allegato ai film, il documentario “L'altro teatro” di Nico Garrone. Gli anni sono quelli che vanno dal 1997 al 2000, anni nei quali il regista sperimenta sul campo quelle tecniche che poi utilizzerà con i film dall'Imbalsamatore in poi. Garrone racconta infatti che pur avendo un background che affonda nelle arti (pittura, fotografia, teatro) non ha frequentato una scuola di cinema: la sua scuola è stata l'esperienza stessa dei film-documentari presentati in questo cofanetto. Quando gli viene chiesto da dove inizia un progetto, Garrone spiega che in questi film il punto di partenza sono state le immagini, i personaggi, i volti, e poi di conseguenza è arrivata la storia. Mentre da ”L'Imbalsamatore” in poi il rapporto si è rovesciato, essendo partito da storie già confezionate: si potrebbe dire che se i primi film cercano una storia, gli ultimi partono da una storia per andare verso un'astrazione. Lo stupore delle immagini, il surreale, queste le scintille che mettono in moto il motore del suo cinema. E le ritroviamo tutte nei film presentati.

Terra di Mezzo, il suo primo film-documentario, ambientato nella campagna romana, dove coesistono pastori anziani e prostitute nigeriane, è del 1997. Con Ospiti (1998) ci imbattiamo in ragazzi albanesi che trascorrono una estate in un lussuoso quartiere romano presso un fotografo che li ospita. Storie che si intrecciano per poi slegarsi, coese giusto il tempo di un'estate. Oreste Pipolo invece il Fotografo di Matrimoni considerato il “maestro” di Napoli. Lavora con le immagini dei matrimoni e con la città di Napoli, che scorrono in parallelo nella storia. Mentre è l' Estate romana il film al quale Garrone tiene di più, il viaggio-incontro di due poeti, artisti, appartenuti alla stagione teatrale romana del teatro d'avanguardia. Racconta il regista che uno dei protagonisti (del suo film, del teatro degli anni '80), Victor Cavallo, ha lasciato impresso sulla pellicola il suo testamento. Morirà senza infatti aver visto il termine delle riprese. Toccante la sua testimonianza, nata anche dalla sua personalissima esperienza: Garrone è figlio di quel Nico, giornalista e critico teatrale de La Repubblica, autore del documentario allegato al cofanetto L'altro Teatro.

Non si sbilancia poi sul tipo di cinema al quale si ispira e che guarda, cita giusto qualche grande regista internazionale per non inimicarsi i suoi amici/colleghi italiani, e nella sua lista appaiono dunque Lynch, Tarantino, Kaurismaki, Tim Burton e i fratelli Cohen, tutti registi che sorprendono/emozionano. Smentisce vivamente le voci di un suo possibile remake di “Io la conoscevo bene” di Pietrangeli: “non farei mai il remake di un capolavoro, mica so' scemo!” esclama. Racconta però in proposito che è molto interessato alla storia di una ragazza di provincia che viaggia (vedi sopra) ma che è difficile da trattare ed è alla ricerca di una chiave di lettura. Quando si è poi parlato del suo modo di fare cinema “politico”, Garrone tiene a sottolineare che lo sguardo è già, di per sé, politico, e che quindi non è certo da un programma prestabilito che parte per affrontare le sue storie. E dunque niente film su Corona: la sua storia è già rappresentata, siamo già di fronte ad un personaggio, si andrebbe incontro ad un cortocircuito.

Il dopo-Gomorra è quindi ancora nebuloso: quando ci si perde non si ha la consapevolezza della propria posizione, potrebbe già esser successo. Se dunque per il regista i film, parafrasando Fellini, si dividono in vivi e morti, i film presentati nel cofanetto sono più che mai vivi e pieni di storie, già premiate ma mai distribuite, rieditate dal regista stesso con sua grande soddisfazione.

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