Domenica, 05 Settembre 2010 22:07

Meek's Cutoff

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Meek's Cutoff

La carovana procede tra interminabili distese desertiche. Tre famiglie, una decina di persone in tutto, avanzano in silenzio a passo regolare. Non c'è altra presenza umana all'orizzonte. Nessun segno di civiltà. Solo la terra, il cielo e un sole cocente. Alla guida del gruppo c'è Stephen Meek (interpretato dall'attore canadese Bruce Greenwood), l'uomo deputato a tale scopo, che tuttavia sembra incapace di svolgere il suo dovere: la scorciatoia che avrebbe dovuto condurre alle cascate, infatti, ha portato la carovana in mezzo al niente. Tre famiglie perse in mezzo al niente.

E' questo l'inizio di Meek's Cutoff, film diretto dalla regista americana Kelly Reichardt. Un incipit che dal punto di vista percettivo appare lungo, statico, piatto. Eppure è proprio in questa lentezza, in questo spietato indugiare sulla faticosa ricerca di una via d'uscita e sull'impotenza di protagonisti costantemente sotto pressione fisica e psicologica, che risiede la vera forza del film. L'effetto suspense è dato sia dalla frustrante attesa di un cambiamento che non arriva, sia dal progressivo sviluppo di conflittualità tra i vari personaggi.

La stanchezza, l'esaurimento delle provviste (in particolare dell'acqua), l'improvvisa comparsa di un nativo americano che, catturato da Meek e asservito alla carovana, parla un idioma sconosciuto, accrescono le reciproche tensioni fino a mettere in discussione i rapporti di forza e di fiducia all'interno del gruppo

A differenza di pellicole in cui i personaggi si trovano a convivere forzatamente in un ambiente claustrofobico, in Meek's Cutoff la trappola è rappresentata da uno spazio aperto, da un paesaggio vasto ed immutato, dove lo sguardo si perde e si confonde, dove i protagonisti si muovono sfiniti e disperatamente bisognosi di aggrapparsi a una speranza che si fa di passo in passo più flebile.

Kelly Reichardt, una delle poche rappresentanti del gentil sesso nel concorso veneziano, dimostra di saper maneggiare con grande abilità i meccanismi della costruzione drammatica. E sebbene il suo terzo lungometraggio, più che sulla caratterizzazione dei singoli personaggi, vada a concentrarsi sulle dinamiche di gruppo e sulle pulsioni individuali istintive e dunque intrinseche alla natura umana, tra gli attori spiccano Michelle Williams (nel film la signora Tetherow) che, lanciata dalla serie televisiva Dawson's Creek, ha lavorato al fianco di registi del calibro di Ang Lee e Martin Scorsese, e il giovane Paul Dano (Thomas Gately), interprete di pellicole di successo come Little Miss Sunshine (2006) e Il petroliere (2007).

Letto 201 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Settembre 2010 22:13

doppioschermo

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