''Noi stiamo al pubblico, che può amare o odiare quello che facciamo. Io mi aspetto sempre che la gente mi odi''. Lo ha detto , protagonista della trasposizione cinematografica della trilogia Millennium di Stieg Larsson, e appena arrivata alla Mostra di Venezia per Beyond, l'intenso dramma familiare, opera prima di una delle attrici feticcio di Bergman, Pernilla August, presentato nella Settimana della critica. Da Lisbeth a Leena: una donna sposata, con due bambini, apparentemente serena, costretta a confrontarsi con un passato di traumi familiari subiti da bambina, a causa dei genitori alcolizzati e del padre e spesso violento con la madre. Ad accompagnarla in un viaggio indietro nel tempo è il marito Johan (Ola Rapace, marito anche nella vita di Noomi, che qui recita per la prima volta con lei).
L'attrice, che ha appena conquistato gli Usa con il primo capitolo della saga di Larsson, Uomini che odiano le donne, ha smentito di non aver voluto partecipare al remake a stelle e strisce che sarà girato presto. "Non è affatto vero che ho detto no agli americani: non è che Hollywood mi abbia chiamato e io abbia risposto 'no, goodbye'. Il rifacimento Usa, comunque, non mi interessa: a quel ruolo ho già dato tutto, ormai fa parte del passato", ha risposto.




