Venerdì scorso è stato consegnato il Leone d’ Oro alla Carriera al grande John Woo. Il giorno prima, come anticipazione a quello che sarebbe stato il successo del giorno seguente, sono stati proiettati The Killer, nella versione restaurata dalla Weinstein Company e Majeokja, remake coreano di A better Tomorrow. La cerimonia di consegna è stata invece seguita dalla prima mondiale di Reign of Assassins, film di Su Chao- Pin, di cui Woo è supervisore alla regia. Il film è un epico thriller di arti marziali ambientato nella Cina antica, e vede una ragazza, l’ esperta spadaccina Michelle Yeoh, in missione per riportare le spoglie di un monaco buddista nel luogo del riposo eterno.
Ma vediamo più da vicino chi è John Woo, vero nome Yusen Wu. Nato il 1° maggio 1946 a Guangzhou in Cina, è cresciuto ad Hong Kong in una famiglia povera. Dopo la morte del padre, il cinema diventa il suo rifugio e nel 1967 fonda una società che oltre a produrre film, organizza seminari e gruppi di discussione, contribuendo a formare i nuovi registi del cinema di Hong Kong. Mentre è impegnato nelle attività della sua società, Woo lavora come supervisore alle sceneggiature nella Cathay Film e poi successivamente alla Shaw Brothers come assistente alla regia.
Nel 1973 esordisce dietro la macchina da presa con The Young Dragons, film sulle arti marziali che, a causa della violenza esplicita di alcune scene, rimane bloccato dalla censura per due anni. Nel 1975 si avvicina alla commedia con Princess Chang Ping e Follow the Star, tributo a Buster Keaton e Charlie Chaplin, e Money Crazy (1977).
Successivamente si dedica all’ horror con To hell with the devil, seguito da un momento di crisi profonda superata grazie all’ amico Thsui Hark che gli finanzia il suo progetto più ambizioso A better Tomorrow. Questa pellicola viene considerata la più grande opera di Hong Kong e soprattutto unisce uno stile melodrammatico e violento allo stesso tempo, così come anche romantico. Con il secondo capitolo, il regista supera il primo, grazie anche a quei 20 minuti nella scena finale, che rendono omaggio a Il mucchio selvaggio di Sam Pechinpah.
The Killer degli anni ’70, coniuga violenza estrema con scene ricche d’ azione e lo sviluppo psicologico dei personaggi, oltre ad essere un omaggio a Jean Pierre Melville ed una rivisitazione del cinema nero anni ’70.
Dopo Hard Boiled (1992), Woo lascia Hong Kong e si trasferisce a Hollywood. Qui gira Senza tregua, come anche le censure che è costretto ad effettuare in fase di montaggio. Nel 1996 realizza Nome in Codice: Broken Arrow. In questo film Woo da fondo a tutto il suo stile con sparatorie mozzafiato ed inseguimenti rocamboleschi. Ma è in Face Off – Due facce dell’ Assassino (1997), che rivive, grazie alle meravigliose interpretazioni di John Travolta e Nicolas Cage, l’ eterno scontro tra bene e male. Grazie a quest’ ultimo film, Woo viene scelto da Tom Cruise in persona per dirigere Mission Impossible II, pellicola in cui si tenta di umanizzare la spia Ethan Hunt.
Nel 2002 realizza Windtalkers, ambientato durante la guerra di Saipan, in cui emergono i temi dell’ amicizia, dello scontro confronto tra uomini caratterialmente diversi. Nel 2003 è la volta di Paycheck, in cui Woo rende omaggio a Hitchcock. Seguono nel 2005 All the invisible children, in cui collabora con Ridley Scott e Spike Lee. Nel 2009 cura la regia de La battaglia dei tre regni, adattato da un testo appartenente alla cultura cinese, risalente al XIII secolo.




