The Magdalene Sisters

Scheda

Director: Peter Mullan; script: Peter Mullan; cinematography: Nigel Willoughby; editing: Colin Monie; production design: Mark Leese; costume design: Trisha Biggar; music: Craig Armstrong; casting: Margaret McGowan; producer: Frances Higson; production company: PFP Films; Italian distribution: Lucky Red; duration: 119’.

Cast: Geraldine McEwan, Anne-Marie Duff, Nora-Jane Noone, Dorothy Duffy, Eileen Walsh, Mary Murray, Britta Smith, Rebecca Walsh, Eamonn Owens, Chris Simpson, Daniel Costello

Sinossi

In Irlanda, fino e oltre gli Anni Sessanta, le giovani donne ‘perdute’, accusate di colpe opinabili, venivano rinchiuse negli istituti Magdalena, i lager-lavanderia gestiti dalla Chiesa Cattolica. Basandosi su storie vere, Peter Mullan ricostruisce la tragica esperienza di quattro di loro, alla vigilia dell’emancipazione femminile. Leone d’Oro a Venezia 2002

Recensione

Il perbenismo ipocrita e incoerente, il bigottismo violento e vendicativo: anche questo è l’Irlanda, al chiuso dei conventi. Anche questo è l’Irlanda, che troppe volte si è vergognata di sé stessa, finalmente smascherata da Peter Mullan con un film che nel 2002 gli valse il Leone d’Oro. Da allora il suo Magdalene è ancora un titolo che si pronuncia con riguardo, un lungometraggio difficile che si attraversa con soggezione. Perché non si può che provare turbamento, imbarazzo, dinanzi ad un Paese denudato nel corpo nudo delle peccatrici delle Case Magdalene, un corpo violato nell’intimo, privato del diritto al pudore. Quando il film uscì erano passati pochi anni dalla chiusura dell’ultima di queste Case, avvenuta nel 1996: di fatto è stato il momento del coraggio, della denuncia.

L’Irlanda ha dovuto aprire l’armadio e mostrare al mondo intero i propri scheletri, moltiplicati nel torbido di questi lager femminili. Bernardette, Rose e Margaret, le tre eroiche protagoniste, devono vivere lì, negli inferi del sopruso, delle sevizie e della disperazione. L’isolamento e l’umiliazione di queste tre donne, “lavandaie” in base una subdola legge del contrappasso che imponeva l’espiazione di immondi peccati, insopportabili alla benpensante comunità cattolica, sono stati l’inquadratura al dettaglio, la messa a fuoco di un dramma: il moralismo che si fa integralismo e imprime, spietato, traumi indelebili sull’anima di intere generazioni.

A Peter Mullan non è servito nemmeno il genio della regia: gli è bastato raccontare una storia, raccontarla tutta dettaglio per dettaglio, senza cercare il pudore, senza incoraggiare l’immaginazione. Ma solo così ha potuto riscattare centinaia di giovani “Maria Maddalena”: a loro ha donato la fuga dall’incubo, a loro ha restituito la verità, la dignità, la libertà.

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