Giovedì, 14 Maggio 2009 22:13

Cannes: seconda giornata

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Dai vecchietti americani ai sodomiti cinesi
Schermi a contrasto al Festival di Cannes

Fuori concorso il nuovo film di Francis Ford Coppola

Impeccabile smoking per moniseur. Per madame abito da sera tinta unita e tacchi da vertigini. Il vistoso collier di perle e diamanti, gli orecchini pendenti di un verde acceso di Angelina Jolie, la borsetta bassotto di un’eccentrica comparsa. Queste le istantanee dalla Croisette che ci segnalano i quotidiani. Look senza troppi eccessi: sono gli accessori a fare la differenza. Tutto sommato niente di straordinario, se non fosse per un insolito complemento che è andato a ruba pur stonando con le mise più ricercate. Occhialini di plastica per la visione in 3D. Per la prima volta l’ouveruture del Festival di Cannes è stata assegnata ad un cartoon per i piccoli, seppure con grandi ambizioni. E dando il benvenuto al vecchio Carl (protagonista di Up, l’ultima creazione del maestro dell’animazione digitale John Lasseter), tutti li hanno inforcati.
Ma alle cronache della seconda giornata del 62esimo Festival non passerà solo la morale familiare del nonnetto che tutti i bambini vorrebbero essere. Il perbenismo hollywoodiano lascia ampiamente spazio a visioni ben più controverse. Per affrontare la crisi i grandi autori hanno lasciato a casa la politica, le lotte sociali, i temi ambientali. A Cannes hanno portato discussioni più scabrose e intrecci che parlano con le immagini infuocate. In attesa dell’Anticristo di Lars Von Trier, oggi lo schermo è per Lou Ye, il cinese veterano della Palma d’Oro ha puntato all’essenza del sesso, quello più perverso, più violento, più squallidamente inscenato. Ha fronteggiato il bando che la Cina ha imposto ai suoi lavori per cinque anni, esule, ha cercato finanziamenti in Francia e a Hong Kong. Contrastando la persistente censura all’omosessualità, ha girato Spring Fever, la storia di un torrido triangolo amoroso in cui i rapporti tra i protagonisti sfuggono, lasciando spazio all’intreccio di corpi nudi. Lunghi minuti di desiderio delirante e intenso ardore impressi sul nastro della telecamera digitale piazzata negli ambienti più luridi e squallidi.
L’altro film in concorso, Fish Tank, è il secondo lavoro del regista britannico Andrea Arnold. Alla sua prima visita a Cannes nel 2006 si era portato a casa il premio della Giuria per Red Road. Quest’anno propone una pellicola di formazione. La storia di Mia, un’adolescente ribelle disgustata dalla famiglia e dal quartiere, interpretata da un’attrice non professionista. Con l’arrivo di Connor, il compagno di sua madre, Mia trasforma la sua visione della vita. Il regista annuncia un’immagine forte e incomprensibile all’inizio del film, che lui stesso man mano che la trama si dipana ha cercato di approfondire e comprendere.
Questa è anche la giornata dedicata a Francis Ford Coppola che porta al Quinzaine il suo Tetro. Film che il regista americano ha definito il più personale: un’autocelabrazione in cui omaggia se stesso e la sua passione di cineasta.
Letto 257 volte Ultima modifica il Giovedì, 14 Maggio 2009 22:33

doppioschermo

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