Venerdì, 05 Marzo 2010 23:33

Lost in Lost: diario della puntata 'Sundown' (6x06)

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Una scena di questa puntataATTENZIONE: se seguite Lost ma per qualche motivo non siete ancora riusciti a guardare le puntate in questione NON continuate a leggere: questo articolo contiene spoiler sulla puntata appena trasmessa dalla ABC!

Sayid, sempre più "infetto dall'oscurità", si fa convincere da Blackman (sempre nei panni di Locke) a passare dalla sua parte, con la promessa di riportare in vita Nadia; così Sayid uccide Dogen e il suo assistente, dando via libera all'irruzione nel Tempio del fumo nero che, senza più freni, fa strage dei suoi abitanti e riparte con un "esercito" molto più nutrito che in precedenza. Nell'alternative reality, Sayid si reca a Los Angeles a far visita alla sua amatissima Nadia, che nel frattempo è diventata sua cognata: si è infatti sposata con suo fratello Omer che, vessato dai debiti, convince Sayid a far fuori gli strozzini che lo stanno angariando.
La sesta puntata dell'ultima stagione di Lost rompe lo schema del parallelismo con la prima stagione: lì la puntata n.6 era dedicata a Sun e Jin, qui è incentrata sulle vicende "alternative" di Sayid. Episodio dai toni decisamente soft (per non dire mosci), con ben pochi sussulti e una vicenda che - come tutto ciò che riguarda il misterioso Tempio - fatica ancora a farsi seguire e farsi comprendere. Si capisce che: la morte del guardiano Dogen scioglie ulteriormente le briglie del Fumo Nero, ora libero di dilagare all'interno dell'edificio e di svolgere la sua attività di reclutamento - al quale, pare, non rimarrà estranea neanche la povera Kate (ma non era la cenere a tenerlo fuori?). Uno spesso velo pietoso sulla scena di "lotta" tra Sayid e Dogen, che sembra uscire direttamente dai peggiori b-movies di Carpenter; qui Dogen esita ad uccidere l'iracheno dopo aver notato la caduta della palla da baseball dal suo tavolo. L'unica svolta degna di nota è una non-svolta, nel senso che già si poteva intuire la conversione di Sayid alle forze del Male (se di Male poi si tratta sul serio, ma questo è un altro discorso) messe in piedi da Blackman-Locke; rimane perciò da annotare la momentanea sproporzione tra la squadra dell'Uomo Nero (che può contare presumibilmente anche su Sawyer, del quale si sono perse le tracce da due episodi) e quella di Jacob, sempre ferma alla non irresistibile accoppiata Jack-Hurley con l'incognita Ben (oltre agli altri personaggi di finora scarsa rilevanza, quali Lapidus, Ilana, Miles...). Alla fin fine, la parte migliore di un episodio evidentemente di passaggio (il prossimo, incentrato su Ben, si preannuncia scoppiettante) è curiosamente il titolo: Sundown, tramonto, allegoria della fine di un'epoca, oltre che di un telefilm.
L'alternative reality, con l'estemporanea apparizione di Keamy (subito freddato dal caro Jarrah), ribadisce una volta di più che i destini dei personaggi di Lost, anche quelli minori, non dovrebbero cambiare con e senza Isola: la frase di Charlie nel primo episodio, quasi contrariato con Jack per avergli salvato la vita ("Era destino che io morissi"), assume a questo punto ulteriore significato. Comunque interessante notare come Sayid non riesca a sfuggire dal proprio buio passato da aguzzino neanche nella realtà alternativa, ricascando negli stessi errori compiuti nel dopo-Isola (quando l'avevamo ritrovato come sicario di Ben). Un appunto: Nadia, Sayid e Omer, iracheni di nascita e di passaporto, non trovano di meglio che parlarsi in inglese per tutto il tempo.
E' comunque un fatto che, da due-tre puntate a questa parte, Lost si stia esclusivamente dedicando alla lotta tra Jacob e Blackman, abbandonando o dimenticando tutti quelli che erano stati i tormentoni delle serie precedenti: la Dharma, le sue misteriose origini, la figura enigmatica di Ben, i presunti "poteri" di alcuni personaggi (ad esempio il buon Walt, che sembra ormai essere stato sacrificato, mentre Desmond lo aspettiamo al varco). Se è davvero "tutto collegato", com'è auspicabile che sia, dove sono i link? Le puntate rimanenti sono solo dieci e non vorremmo che Lindelof e Cuse, egregi bluffatori per cinque stagioni e passa, al momento della verità finiscano per mostrare una misera coppia di 7. Parafrasando Truffaut in "Effetto notte": all'inizio, ogni sceneggiatore pensa che sta per cominciare a scrivere il suo capolavoro; ma, arrivati a metà copione, non desidera altro che arrivare alla fine del telefilm. Ma forse sono solo tipiche paranoie lostiane.

doppioschermo

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