Venerdì, 19 Marzo 2010 11:19

Lost in Lost: diario della puntata 'Recon' (6x08)

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Una scena di questa puntataATTENZIONE: se seguite Lost ma per qualche motivo non siete ancora riusciti a guardare le puntate in questione NON continuate a leggere: questo articolo contiene spoiler sulla puntata appena trasmessa dalla ABC!

Riecco Sawyer: sempre determinato a tornare a casa, si barcamena tra la dichiarata fedeltà al falso Locke (che ammette nel frattempo di essere il fumo nero) e una strizzata d'occhio a Widmore che di F-Locke è nemico, progettando in cuor suo di fregarli entrambi e scappare insieme ai suoi amici. Nella realtà alternativa, Sawyer è un poliziotto e lavora in squadra con Miles, è sempre ipersensibile al fascino femminile e dà ancora la caccia all'uomo che truffò i suoi genitori, provocando la loro morte. L'avete visto "Rosemary's Baby"? Torna alla mente il capolavoro di Roman Polanski dinanzi agli ultimi sviluppi della nostra serie preferita. In comune con quell'opera, Lost non ha solamente la passione per gli anagrammi nascosti nelle generalità dei vari personaggi* (pratica che ritroviamo anche nel recentissimo "Shutter Island" di Scorsese), ma anche altre interessanti similitudini. Chi ha visto quel film non può non notare la similitudine tra la povera Claire e il personaggio protagonista interpretato da Mia Farrow, futura madre premurosa e ansiosa per la creatura in grembo, poi sconcertata dalla "rivelazione" finale e destinata alla follia dopo il parto (il film si conclude del resto con una ninna nanna che ricorda la canzoncina di Claire negli ultimi istanti del terzultimo episodio). Sull'Isola, invece, il Fumo Nero parla invece di una "madre pazza" e insinua inquietanti analogie con Aaron: e se fossero la stessa persona, in una specie di nietzschiano eterno ritorno che darebbe origine a una sorta di Superuomo stile "2001 Odissea nello spazio"? Terminata la lunga digressione cinematografica, vediamo più da vicino cos'è successo in questa ottava puntata della sesta stagione ("Recon", parola a doppio senso: può essere sia abbreviazione di "reconnaissance", cioè ricognizione o esplorazione, che voler dire - in una traduzione pedestre quanto esauriente - "ri-truffa"). Puntata indubbiamente interlocutoria ma Sawyer-centrica, dunque con quel po' di verve che è sempre mancata negli episodi dedicati al merluzzo Kate. Il caro Ford dà spettacolo attorcigliandosi sull'Isola in un triplo gioco da maestri della truffa, facendo rimanere peraltro ben saldo il dubbio su quale sia la versione a cui credere (con Widmore? con F-Locke? da solo? O nessuna delle tre?) e amplificando la sensazione che sarà lui, estraneo ad ogni dinamica di gruppo pro-Jacob o anti-Jacon, il vero ago della bilancia di questo finale di stagione. L'imminente guerra tra F-Locke e Widmore (che presumibilmente non ha neanche mai visto il suo rivale) non sembra finora molto avvincente; assai più interessante scoprire cosa nasconde il multi-milionario dietro una porta iper-sigillata del proprio sottomarino: forse Desmond? Perciò, in fin dei conti, il miglior momento della puntata è la catatonia di Sayid che assiste con espressione assente al quasi omicidio di Kate da parte di Claire. La metamorfosi in peggio dell'iracheno è il segmento più noir di tutta la sesta stagione: un personaggio indiscutibilmente "buono" si è fatto ghermire dal Male (o quello che è), e non sembra esserci possibilità alcuna di una qualsivoglia redenzione. Nel flash sideway della settimana, abbastanza gustoso ma poco significativo, Sawyer versione sbirro che dice "Lafleur" come parola in codice strappa più di un sorriso. Ma poi non molto altro: una Charlotte in gran forma non aggiunge molto altro al solito gioco di intrecci già esibito nelle puntate precedenti; i rimandi ad episodi antichissimi (stavolta addirittura) lasciano un po' che trovano, sollazzano i fanatici ma risultano quasi impercettabili al pubblico medio; le citazioni metatestuali si fanno apprezzare, tra un insospettabile visione de "La casa nella prateria" da parte dell'uomo-che-non-deve-chiedere-mai Sawyer e una divertita rivisitazione da "A qualcuno piace caldo" del sardonico F-Locke. Dal prossimo episodio, speriamo, non si dovrebbe scherzare più: puntatone intitolato "Ab aeterno" sulla vita e le opere di Richard Alpert, di gran lunga il personaggio più misterioso dell'intera serie. Inizierà la seconda metà della final season, e scatterà ufficialmente il count-down: -8.
* anagrammando "Anthony Cooper, Adam Seward", ovvero i due nomi falsi del padre di Locke, si ottiene "Sawyer, the con man, a poor dad" (Sawyer il truffatore, un padre di scarso valore).

doppioschermo

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