Giovedì, 08 Aprile 2010 10:23

Lost in Lost: diario della puntata 'Happily Ever After' (6x11)

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Una scena di questa puntataATTENZIONE: se seguite Lost ma per qualche motivo non siete ancora riusciti a guardare le puntate in questione NON continuate a leggere: questo articolo contiene spoiler sulla puntata appena trasmessa dalla ABC!

Un bombardamento elettromagnetico provoca a Desmond una condizione di pochi secondi di "sospensione", in cui galleggia tra la realtà dell'Isola e quella alternativa (dove l'avevamo visto comparire sull'aereo, nel primo episodio); qui, lo troviamo scapolo e senza legami al servizio di Charles Widmore, che lo manda a recuperare Charlie (arrestato all'atterraggio dell'Oceanic) per farlo suonare al concerto di suo figlio Daniel. Ma Desmond continua ad avere strane sensazioni...
Su segnalazione dell'ottimo Gianluca Grisolia, doppioschermista e fumettofilo, è giusto far notare le frequenti similitudini tra Lost e il fumetto Marvel "House of M". Scritto nel 2005 (dunque quando Lost era già alla seconda stagione), ha in comune numerosi elementi con il telefilm, e può essere uno strumento prezioso per decodificare meglio i misteri della sesta stagione.
E' giusto e anzi sacrosanto che il buon vecchio Desmond - a mio parere, il miglior personaggio dell'intera serie - rivesta un ruolo cruciale in questo finale. Le migliori puntate della serie l'hanno visto come protagonista indiscusso, dall'inizio della seconda serie al finale della terza, passando per la capitale "The Constant".
Quest'episodio, dal titolo chiaramente antifrastico ("E vissero felici e contenti"), rinfocola invece i dibattiti sulla vera natura delle due realtà. Daniel-nonpiù-Faraday lo afferma chiaramente: alle volte è necessaria un'esplosione nucleare per cambiare il corso delle cose; e quell'esplosione c'è già stata. Come più volte ipotizzato, gli otto colpi di pietra di Juliet alla bomba hanno provocato uno sdoppiamento della realtà: in una l'Isola è ancora in piedi e nulla pare successo, nell'altra l'Isola è sott'acqua e tutto è cambiato (lo dice anche Juliet, attraverso Miles: "Ha funzionato").
Nessuno dei personaggi ha percezione di questa doppia realtà, ad eccezione di quattro (numero non casuale): i due più "sensibili" agli sbalzi temporali: Desmond e Daniel, che in un dialogo di straordinaria importanza sintetizzano il sugo della storia ("She's an idea", frase sublime), e i coniugi Widmore, dei ex machina. E Charlie? Tenta il suicidio gettandosi in mare con l'auto, ma è una citazione voluta?
E' però un fatto che, di puntata in puntata, Lost si diverta a invertire le prospettive. Dopo la puntata mistico-filosofica sulle origini di Richard e il dualismo Bene-Male, da due episodi la barra del timone si è spostata sul versante scientifico (ma ecco che nel finale ricompare Sayid, ormai definitivamente maligno...).
Perciò: qual è l'incidenza di Jacob e del Fumo Nero nella realtà alternativa? Anche loro affondati definitivamente assieme all'Isola? Difficile crederlo. Ad eccezione di Sayid, tutti i personaggi principali trascorrono una vita mediamente migliore rispetto alla "vecchia realtà": anche Desmond, seppur single, ha un lavoro decisamente più soddisfacente rispetto a quello di schiacciare bottoni senza un perché. Forse che il Fumo Nero abbia vinto (l'Isola è affondata, il tappo è saltato) e abbia dunque concesso la possibilità di una "scelta" ad ogni personaggio? Lo dice anche Desmond a Charlie, quando invece sull'Isola, impossibilitato a evitarne la morte, era stato fatalista; e se perfino l'inguaribile Locke è stuzzicato dall'idea di telefonare a Jack, c'è una scelta proprio per tutti... L'unico che se la passa male è come detto proprio Sayid, seguace del Fumo Nero (insieme a Claire, il cui destino ancora non è chiaro: chi è la creatura che ha in grembo? Un nuovo Jacob? E ancora, e ancora...).
Altre considerazioni: in 11 episodi, l'incontro con Penny è il primo atto di insubordinazione di un personaggio della realtà alternativa rispetto al "corso delle cose". La sola richiesta, da parte di Desmond, di informazioni su Penny fa montare su tutte le furie la vecchia Eloise. (Costei - ci viene detto da Daniel - è madre solo del ragazzo, e non di Penny, dunque nata da un'altra donna.) Che cambiamenti provocherà tutto ciò sulla realtà alternativa? E' plausibile che Desmond possa pilotare tutti quanti verso un eventuale ricongiungimento con la realtà isolana, ma allo stato attuale non si può avere la minima idea del modo in cui questo accadrà.
Perchè Desmond chiede la lista dei passeggeri dell'815? Cosa vorrà loro mostrare? La "salvezza"?
In conclusione, è una puntata di valore assoluto, di certo tra le prime tre della storia di Lost. Scritta magnificamente, con rimandi mai banali a tantissimi altri episodi (dalla corsa nello stadio di Penny allo scotch di Widmore), che rinverdisce i fasti della serie a livelli che non venivano toccati dal finale della terza stagione. Nuovamente, data la forza evocativa e la suggestione di certi dialoghi e certe immagini, ancora prima che di grande televisione si deve parlare di grande cinema. E nulla mai accade per caso, perchè nella terza serie Desmond incontra Charlie, ancora menestrello, che strimpella "Wonderwall" degli Oasis: "Because maybe/you're gonna be the one who saves me?"...

doppioschermo

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