Giovedì, 06 Maggio 2010 23:26

Lost in Lost: diario della puntata 'The Candidate' (6x14)

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Una scena di questa puntataATTENZIONE: se seguite Lost ma per qualche motivo non siete ancora riusciti a guardare le puntate in questione NON continuate a leggere: questo articolo contiene spoiler sulla puntata appena trasmessa dalla ABC!

F-Locke passa al contrattacco: stermina l'equipaggio posto da Widmore a guardia dell'Ajira e sta per decollare via dall'Isola con gli altri Losties, quando scopre un carico di esplosivo che obbliga i Nostri a cambiare mezzo di trasporto per andare via. La scelta cade sul sottomarino di Widmore, ma... Nella realtà alternativa, Jack dice a Locke che ci sono speranze che torni a camminare, ma Locke, misteriosamente, rifiuta ogni cura.
Meno quattro e ormai ci siamo, eccoci alla volata finale. Le teorie e le congetture sul finale occupano sempre meno spazio e lasciano il posto all'azione. Il cast perde i pezzi: ci salutano Sayid, Lapidus e Jin&Sun, stretti in un ultimo abbraccio in un finale da Titanic.
La machiavellicità del falso Locke raggiunge livelli da leggenda: manda i Losties nel sottomarino e spinge Sawyer a fare esattamente ciò che vuole lui (un minimo d'imbarazzo lo coglie solamente al contatto con l'odiata acqua, elemento in cui Jack l'ha costretto a immergersi). E' infatti proprio mr. Ford ad azionare per sbaglio (se così si può scrivere) la bomba che fa praticamente saltare in aria (o in acqua) il sommergibile. A questo proposito, due scuole di pensiero:
a) aveva ragione Jack, se Sawyer non avesse staccato i fili il timer sarebbe arrivato a zero ma la bomba non sarebbe esplosa, perchè lui "non può ucciderli" e perciò desidera che si uccidano a vicenda, tutti insieme appassionatamente;
b) Jack aveva torto, la bomba è stata innescata nel momento in cui lui ha aperto lo zaino e l'ha tirata fuori. Poichè il falso Locke non può ucciderli, la bomba non sarebbe mai esplosa se fosse rimasta dov'era stata nascosta.
E' il principale dilemma di un episodio fondamentalmente molto triste, in cui è addirittura straziante venire a conoscere il motivo che costringe Locke sulla sedia a rotelle nella realtà alternativa. Pur ridotto praticamente a un vegetale, Anthony Cooper non ha comunque dato il proprio cognome a suo figlio, e questo ci porta a pensare che avesse conservato la propria natura malvagia anche nell'alt-reality. L'incidente dell'aereo pilotato da Locke, avvenuto evidentemente dopo l'evento che ha fatto affondare l'Isola e sdoppiare la realtà, è comunque avvenuto quando mr. Cooper si era già ravveduto e si era riavvicinato a suo figlio, tanto che Locke afferma addirittura che suo padre è la persona che gli è più cara al mondo.
Appare inoltre sempre più evidente che nella realtà alternativa Jack e Locke si siano scambiati i ruoli di "uomo di scienza" e "uomo di fede". Il dottor Shephard è molto meno disilluso e molto più fatalista che in passato, ed è lui a pronunciare una delle frasi più importanti che erano state attribuite a Locke nelle stagioni precedenti: "Vorrei che tu mi avessi creduto", ciò che Locke scriveva nel bigliettino da destinare a Jack subito prima di tentare il suicidio (e di venire poi strangolato da Ben). Oltre a un'ininfluente citazione dell'incontro tra Jack e Jacob alla macchinetta (stavolta Jack rivede la sua sorellastra), la realtà parallela svela un angosciante senso di colpa che appesantisce la vita di Locke, uno dei personaggi che sembrava aver cambiato al meglio la propria esistenza dopo il misterioso "incidente".
Altre considerazioni: Desmond è ancora vivo, e figuriamoci se non fosse così. Com'è stato possibile, comunque, che sia riuscito a redimere Sayid, che sembrava irrimediabilmente passato dalla parte del Male, solo con la forza delle parole? Lo scopriremo probabilmente nel prossimo episodio, che si preannuncia dedicato a Jacob e al suo misterioso alter ego (di cui - è possibile - si verrà a sapere il nome). Lo stesso Sayid si congeda dai suoi amici con una frase criptica rivolta a Jack ("Perchè mi stai dicendo questo proprio ora?" "Perchè sarai tu, Jack") il cui senso ci risulta ancora inafferrabile.
Il penultimo paragrafo va speso nell'analisi di uno dei cosiddetti "missing pieces", il materiale lostiano inizialmente rimasto sul pavimento della sala di montaggio ma poi diffuso dagli stessi autori/produttori della serie. Nel "missing piece" n.13, in cui è possibile scoprire quanto accade qualche secondo prima dell'inizio dell'episodio pilota, si nota per un attimo guizzare il fumo nero tra gli alberi della giungla, e più non sveliamo per non rovinarvi il gusto della sorpresa (si ringrazia comunque Selena Meli, una nostra attenta lettrice che ha segnalato quanto sopra).
Il finale invece lo dedichiamo alla cattivissima usanza, tipicamente italiana, di far parlare di sé utilizzando pretestuosamente libri o serie tv che stanno per concludersi. Successe ai tempi per Harry Potter, il cui epilogo finì addirittura nell'indice del Televideo (!); è successo ultimamente con Lost. Un blog italiano - unico al mondo a farlo - ha pubblicato sei pagine del copione dell'ultimo episodio, qualcosa che ovviamente non dice nulla a chi non ha mai seguito Lost, e che viene evitato come la peste dai fan che per nulla al mondo vorrebbero scoprire qualcosa in anticipo. E allora, perché? Coraggio, fino al 23 maggio ci sarà da soffrire.

doppioschermo

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