ATTENZIONE: se seguite Lost ma per qualche motivo non siete ancora riusciti a guardare le puntate in questione NON continuate a leggere: questo articolo contiene spoiler sulla puntata appena trasmessa dalla ABC!Che bella che è la penultima puntata della storia di Lost. Un'illusione ottica a prova di bomba, quella messa in piedi da Lindelof & Cuse: far credere di avere avuto perfettamente il controllo della situazione sin dall'inizio, di aver avuto le idee chiare fin dalla prima scena ("Ricordi quel campo di bambù in cui ti sei risvegliato quando sei arrivato qui per la prima volta?", chiede Jacob a Jack), di dare l'idea di una struttura ad anello in cui il cerchio si chiuderà perfettamente. Ovviamente non sarà così, non potrebbe mai esserlo, anche un Omero si sarebbe perso per strada qualche particolare nel lungo cammino di sei anni e oltre cento episodi.
L'analisi di tutte le possibili teorie sul finale del telefilm, esposte con dettagliata pedanteria nel corso di queste puntate, assume sempre meno significato. C'è sempre meno da chiarire e tantissimo da verificare. Ognuno fa il tifo per il proprio epilogo favorito, quello in cui certi si sacrificano e altri sopravvivono (personalmente, nessun dubbio: Desmond salva il mondo e torna insieme a Penny, lasciando a Jack l'onere e l'onore di proteggere l'Isola. Muoiono Ben e Kate, e occhio a improvvisi ritorni di fiamma...). Una cosa è certa e inevitabile: come in un videogame, all'ultimo livello ci aspetta l'Incontro Fatale tra gli immortali Jack e Locke, dopo che i loro "alteres ego" mortali se l'erano date di santa ragione nelle precedenti cinque serie.
In preparazione all'ultimo episodio, facciamo quindi a nostro beneficio un punto generale della situazione, riepilogando le questioni ancora aperte, non prima di aver però evidenziato la scelta molto politically correct, da parte degli autori, di designare Jack come successore di Jacob. Il bel medico è evidentemente più credibile del pingue Hurley nell'incarnazione del Sogno Americano, come da acuta osservazione di alcune tra le nostre più attente lettrici. Ma dicevamo:
Jacob, costretto al ruolo di protettore dell'Isola senza avere possibilità di scelta, è responsabile della morte del fratello e della sua trasformazione in Mostro. Questi ha trascorso un'intera vita a cercare di ucciderlo e alla fine c'è riuscito, prendendo le sembianze di Locke e istigando Ben a pugnalarlo a morte. Il suo nuovo obiettivo è ora quello di lasciare il luogo in cui è prigioniero e dilagare nel mondo: per farlo deve "spegnere la luce" al centro dell'Isola e perciò deve prima uccidere tutti i suoi abitanti, per evitare che qualcuno - nel ruolo di nuovo guardiano - possa essergli d'intralcio. E' dunque questo il nuovo compito di Jacob, dal giorno della morte di suo fratello: portare sull'Isola persone infelici (da Richard in poi), senza nessuna ragione che li costringa a tornare sulla terraferma, e affidare loro il destino dell'umanità. Tutti i candidati, per una ragione o per un'altra, si sono rivelati inadeguati o inaffidabili: è per questo che Jacob ha ora deciso per un "arruolamento volontario". Si fa avanti Jack, è lui il nuovo Candidato: beve l'acqua che lo rende probabilmente immortale e si prepara allo scontro finale col Mostro, "che forse non può essere ucciso, ma di certo proverà a ucciderlo".
Il Mostro prosegue intanto nella sua opera di pulizia sull'Isola. Stavolta è il turno di Richard (ma non era immortale?), Zoe e Widmore, fatti fuori con la complicità di un Ben del quale una volta di più, fino alla fine, non si capiscono le intenzioni. Oltre ai nostri eroi, rimangono da sistemare ancora Miles e soprattutto Desmond, graziato da Sayid e ora nascosto chissà dove. Stando alle parole del Mostro a Ben (tutte da dimostrare), Desmond sarebbe stato portato lì da Widmore come "sistema di sicurezza" per far saltare in aria l'Isola nel momento in cui il Mostro avesse fatto piazza pulita degli aspiranti candidati. Quale sarà il ruolo del buon Hume nella giungla?
Nella realtà parallela, cosa succede? Desmond è l'anti-Mostro e sta dunque cercando di riunire tutti i personaggi principali, con un piano geniale che li porterà a incontrarsi tutti al concerto del figlio di Jack (chi sarà costui nell'Isola?), che rivedrà per l'occasione anche sua moglie (Juliet, quasi certamente). Qui, cosa accadrà? Si ricongiungeranno le due dimensioni? Quale delle due avrà il sopravvento sull'altra? Quale sarà il destino di tutti quei personaggi (Sayid, Sun, Jin, Alex...) morti sull'Isola e vivi nella realtà parallela? Verranno rivelati il momento esatto e la causa del biforcamento della dimensione principale in due direzioni? Per i prossimi quattro giorni non ci è ancora dato saperlo.
Un'ultima annotazione per un effetto classico di ogni serie tv di culto, ancora più evidente in questo caso particolare in cui il telefilm sta per avere una conclusione chiara e indiscutibile: buona parte dei fan si ribellano all'imminente finale protestando la propria delusione per com'è stata snaturata la filosofia iniziale, e più o meno subissano di contumelie i responsabili di questo misfatto, rei di averli "presi in giro" (quando non viene tirato in ballo il più sgradevole e demagogico argomento "dei soldi e del tempo che abbiamo speso per seguirli"). E' un evergreen della sociologia che ha interessato ogni fenomeno di costume medio-alto dell'arte e della cultura pop, dai Rolling Stones a Quentin Tarantino, ed è ovviamente ben presente nella storia dei telefilm, da Twin Peaks (che pure, nel suo svolgimento, aveva motivi ben più fondati per essere definito "una ciofeca") in giù. Un'opera colossale come Lost non poteva certo starne fuori.




