Sono felicissimi, perchè non erano "affato sicuri" di vincere l'ambitissima statuetta, ma con unpo' di rammarico per "il mancato Oscar a Martin (Scorsese, ndr)" che "non ci è sembrato giusto. Almeno la regia se lo meritava, come è successo ai Golden Globes". Lo ribadiscono Dante Ferretti e la moglie Francesca Lo Schiavo, il giorno dopo il terzo Oscar rivevuto dall'Academy, per la scenografia di Hugo Cabret, in un'intervista a "Repubblica".
"Ieri sera alla festa di Vanity Fair tutti venivano a dirci 'ci dispiace tanto per Martin", rivelano Ferretti e Lo Schiavo che hanno festeggiato la loro vittoria a Los Angeles con i figli Melissa ed Edoardo. La Lo Schiavo ha dedicato il premio all'Italia. "Avevo già dedicato un OScar ai miei figli - ha raccontato la scenografa- ho perso da poco mia madre e così mi è venuto da pensare all'Italia: anche se si vive e lavora all'estero e hai avuto gratificazioni in un altro paese, l'Italia rappresenta le tue radici".
Quello per Hugo Cabret è stato un lavoro immenso: i due scenografi hanno dovuto riprodurre in studio l'intera città di Parigi, ed era per loro il primo film in 3D. "Ho fatto otto film con Martin - ha raccontato Ferretti- e questo era il primo film in 3D per tutti, non solo per lui. Abbiamo studiato molto: il 3D ti costringe a mettere molta più attenzione ai dettagli". Dopo l'Oscar, la mente è già rivolta al futuro: Ferretti sta già lavorando a Vancouver ad un fantasy in 2D con Jeff Bridges e Julianne Moore, mentre la moglie tornerà a Roma. "Io e Dante - ha concluso - torneremo a fare insieme un film che dovrebbe cominciare a fine primavera a New York. Se poi capitasse la possibilità di lavorare con un bravo regista italiano...magari".




