Romeo e Giulietta: un dramma giovanile al Teatro Ghione

Lunedì 20 Febbraio 2012 13:32 Scritto da  Gianluca Grisolia
Published in Teatro

La tragedia amorosa shakespeariana rivista dalla Compagnia dei Giovani del Teatro Ghione



E’ iniziata simbolicamente il giorno di San Valentino la riproposizione nella Capitale di una delle storie più romantiche che il teatro abbia mai regalato al suo pubblico. Si tratta di Romeo e Giulietta di William Shakespeare, interpretato stavolta dalla Compagnia dei Giovani del Teatro Ghione e diretto da Claudio Boccaccini, messa in scena nello storico teatro romano dal 14 al 26 febbraio.


Questo adattamento, recitato quasi interamente da attori giovanissimi, restituisce in qualche modo un senso di realismo anagrafico rispetto alla storia originale, data la tenera età dei protagonisti del vero dramma shakespeariano. La scenografia appare essenziale e dominata da un gioco di luci tenui, come a voler marcare fin da subito la tensione anticipatrice della potenziale tragedia. L’allestimento punta la sua forza per lo più su delle rampe di scale mobili, le quali rendono lo spazio scenico adatto sia alle parti corali, in cui i giovani si incontrano e scontrano, che alle sequenze più romantiche basate su giochi di sguardi e distanze consumati di nascosto. Non mancano alcuni momenti più ironici, che puntano sulla reiterazione di tormentoni o caratteristiche dei personaggi minori (in primis quello della balia, a volte anche fastidiosa e fuori tono rispetto al registro generale) ma, per la quasi totalità della durata dello spettacolo, tutto si regge sulla già nota dinamica della storia dei due giovani innamorati, mostrati qui in tutta la loro pubescente frivolezza.


Gli attori sono molto bravi ed in parte, in particolare Mario Scerbo e Gioele Rotini nei ruoli di Mercuzio e Tebaldo. Anche il giovane Romeo interpretato da Tiziano Caputo è credibile e simpatico, con la sua goffaggine dal gusto riconoscibilmente contemporaneo e la sua abilità nell’alternare momenti di leggerezza ad altri più intensi. Forse una nota di imperfezione la si può individuare nella Giulietta di Ludovica Bizzaglia, la quale risulta un po’ ingessata in cotanto ruolo e forse meno attenta alla dizione dei suoi colleghi, per quanto tuttavia attorialmente motivata e scenicamente calzante.


Non una versione del tutto classica, quindi, ma di certo un tentativo assai apprezzabile di riportare le atmosfere della vicenda classica alla dimensione giovanile che le appartiene.



doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.