"Sono ancora una ragazzaccia. Lei non è scomparsa, ha solo trovato la giusta collocazione: appartiene a Brad e alle nostre avventure". Alla vigilia dell'uscita in Italia del suo primo film da regista (Nella terra del sangue e del miele) Angelina Jolie si racconta al mensile "Myself", che le dedica la copertina del numero in edicola domani.
"Si, sono sopravvissuta a periodi veramente cupi e difficili. Fortunata. Detto questo, penso che esista anche un altro tipo di rischio: vivere senza mai tentare qualcosa di coraggioso, senza farsi mai venire la pelle d'oca", racconta l'attrice. Il film, che la Jolie ha scritto, diretto e prodotto, racconta una storia d'amore ambientata durante la guerra della ex Jugoslavia e rappresenta una sorta di estensione dell'impegno umanitario che Angelina da tempo ormai porta avanti. L'attrice spiega come ha fatto a girare scene di così disumana violenza: “È stato tremendo, anche perché il cast è formato da serbi, croati, bosniaci, cristiani, musulmani, gente che nella guerra si è trovata su fronti opposti a cui ho chiesto di ricostruire vicende che hanno vissuto davvero. Ma l'avevo chiaro fin dall'inizio, doveva essere un film duro, volevo che gli spettatori, dopo aver visto quelle scene per due ore, avessero voglia di gridare: basta, fermateli per favore!”.
La Jolie ammette che visitare zone di guerra in giro per il mondo l'ha cambiata. “Mi ha cambiata per sempre, fin dal primo viaggio che ho fatto. Non sarò mai più autodistruttiva, non darò per scontato che la mia famiglia sia al sicuro, che quando mi alzo al mattino so dove sono i miei figli”.




