"Ho studiato. Ho osservato, ascoltato. Volevo solo raccontare la verità. Volevo rispettare la gente. Se non sapevo, chiedevo. Molti dei miei attori hanno vissuto in prima persona la guerra". Così Angelina Jolie racconta, in un'intervista a "Marie Claire" il suo In the Land of Blood and Honey, esordio alla regia dell'attrice, uscito a dicembre nelle sale americane e ora in quelle europee, ma non ancora in Italia. Il film racconta la storia d'amore tra un soldato serbo e una ragazza bosniaca, sullo sfondo del conflitto nella ex Jugoslavia. Nell'aprile del '92, quando il conflitto ha travolto la Bosnia, Angelina Jolie aveva appena 17 anni: "All'epoca non avevo idea delle dimensioni dell'atrocità", ammette con onestà, spiegando poi che il suo lavoro come ambasciatrice di pace dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati l'ha esposta alla difficile situazione dei bosniaci e alle sue perduranti conseguenze. Dagli attori, aggiunge, "ho ascoltato le loro storie e ho cercato di incorporarle nel mio lavoro. È stato un periodo di grande dolore e io ho voluto descrivere quanto sia stata coraggiosa quella gente. Spero serva a tutti per ricordare, ma solo pochi capiranno veramente". È per questo che ha deciso di far uscire il film prima in bosniaco, con sottotitoli in inglese.




