Mercoledì, 21 Dicembre 2011 15:30

Once Upon a Time 1x01/1x07 - Recensione

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Convince il primo arco della nuova serie fiabesca targata ABC. Sperando che non sprechino quest'ottimo spunto allungando il brodo a dismisura



La  consueta pausa natalizia americana è calata anche sulla nuova serie di punta della ABC, Once upon a time. In patria si è giunti a quota 7 episodi, nei quali le premesse della storia sono state abbondantemente tracciate e si è già entrati nel vivo del racconto.


La dimensione sospesa di Storybrooke, cittadina del Maine dove i personaggi delle fiabe vivono esiliati e senza memoria del proprio passato, comincia ad assumere contorni sempre più reali. Anche l’incantesimo che grava sulla sua gente sembra indebolirsi sempre di più. Tutto grazie alla presenza di Emma Swan, ignara figlia di Biancaneve, che per stare vicino al proprio figlio biologico Henry decide di assecondare le sue folli fantasie e di rimanere a vivere nella piccola comunità per proteggerlo dalla minaccia di una matrigna cattiva e manipolatrice (avatar contemporaneo della Strega Cattiva di Biancaneve).


Nel corso degli episodi, costruiti con una doppia narrazione lostiana (flashback incentrati sul passato del mondo delle favole alternati alle vicende contemporanee degli abitanti di Storybrooke), siamo venuti a conoscenza della vera identità di diversi personaggi. Si sono via via scoperti anche alcuni gustosi retroscena delle fiabe che rendono i loro protagonisti meno granitici e più complessi di come la tradizione popolare vorrebbe tramandarli. Non mancano anche intrecci che legano personaggi e storie differenti, come fossero tutti parte di un medesimo universo condiviso.


Probabilmente, l’elemento più avvincente che aveva caratterizzato la serie fino all’episodio 7 era la voluta ambiguità della narrazione. Nonostante il doppio racconto tra passato e presente, gli autori avevano deciso di non creare alcun ponte evidente tra la realtà della fiaba e quella contemporanea, suggerendo che potesse ancora trattarsi di una elaborata costruzione fantastica del bambino o di qualcosa di ancor più torbido ma di matrice tuttavia realistica. Con l’ultima puntata pre-natalizia, The Heart Is a Lonely Hunter (che segna tra l’altro l’uscita di scena di un personaggio importante), invece, il legame tra i due mondi viene rivelato in tutta la sua inconfutabile esplicitezza, ponendo le basi per un intreccio ancora più intenso tra la vera natura dei bizzarri cittadini ed il loro graduale recupero di coscienza.


E’ ancora presto per esprimere un giudizio del tutto positivo. Di certo la trama è avvincente e ben costruita, e riesce a coinvolgere anche chi non è avvezzo al tema fantasy. Si spera solo che, come quasi sempre accade nella produzione seriale, il network non decida di allungare il brodo all’inverosimile, annacquando uno spunto vincente in vista di uno sfruttamento commerciale improbabile e miope. Nel frattempo, sarà possibile godere dell’edizione doppiata di questi primi episodi a partire dal prossimo 25 dicembre grazie al canale satellitare Fox.



doppioschermo

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