17 Nov
Michele Placido: "In Italia non ci sono opere d'impegno civile"
Scritto da Sonia Arpaia |
 

Il regista, ospite alle Gallerie di Piedicastello di Trento, ha analizzato l'attuale situazione del cinema italiano, che non “riesce a essere libero”

La televisione è solo commerciale e il cinema italiano fa soprattutto commedie. "Non esiste più il cinema d'impegno civile". Questa l'amara constatazione di Michele Placido, ospite a Trento per la conversazione con il pubblico dal titolo "Piccole e grandi storie nel cinema e in tv" alle Gallerie di Piedicastello di Trento. Il regista è impegnato, in questi giorni, nelle riprese del suo primo film da produttore "Itaker".


"Nella mia carriera - ha proseguito Placido - ho lavorato con registi come Rosi, Bellocchio, i Taviani e Monicelli, che mettevano l'impegno civile al centro della loro opera. Negli anni '60 e '70 anche le commedie nel cinema erano un mezzo per restituire il quadro della società del tempo. Tolti pochi come Bellocchio o Garrone, adesso nel panorama italiano non si vede l'impegno civile".


"I film scritti da Age e Scarpelli - ha aggiunto il regista - rappresentano di più la memoria storica del nostro Paese di quanto lo faccia la cronaca storiografica. Bisognerebbe far vedere quei film nelle scuole. Francesco Rosi si è battuto per portare i film nella didattica, perchè le immagini emozionano più di un libro. Ma in Italia da anni c'è una censura non visibile, però efficace, ad opera dei grandi gruppi editoriali. Se fossimo in America, la vicenda di 'Mani Pulite' sarebbe già stata raccontata in dieci film, in Italia non ce n'è neanche uno. Nel cinema italiano - ha concluso - ci sono due grandi distributori, Rai e Mediaset, che hanno un solo occulto padrone. Chi riesce a essere libero riesce a salvare la storia. Chi non lo è, la occulta".


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