Ragazzine urlanti hanno accolto gli attori Nikki Reed e Jackson Rathbone, ospiti d’eccezione per la presentazione di alcune scene in anteprima del penultimo capitolo della saga di Twilight e interpreti rispettivamente di Rosalie e Jasper Hale, i due gemelli del clan dei Cullen.
Nell’episodio Breaking Dawn – Part 1 la giovanissima ed eterogenea coppia umano-vampiresca, convola finalmente a giuste nozze, lasciando dietro di sé, come di consueto, canini e zanne digrignate per i più disparati motivi. Tanto per cominciare il clan dei Volturi, quelli senza un briciolo di umanità, tiene sott’occhio i vegetariani Cullen da illo tempore. Per non parlare dei licantropi, il cui fan numero uno di Bella, Jacob, sarà il primo a scalpitare e protestare alla notizia del matrimonio. Insomma, non c’è pace per gli sposini. Ma la crescita dei personaggi data dalle premature responsabilità, non piegherà facilmente l’unione della coppia, che combatterà, al solito, fino allo stremo delle forze contro tutto e tutti. È proprio il caso di dire “chi la dura, la vince”. E noi sappiamo e abbiamo fiducia in Stephenie Meyer (la fortunata scrittrice) che non lascerà nulla di intentato. In fondo, il sottotitolo del film è L’eternità è solo l’inizio, e chissà che sospiro di speranza sarà stato per le giovani fan.
Anche se, alla domanda di un giornalista sul timore che avrebbero avuto i due attori sul condizionamento di questa esperienza nelle loro carriere, Nikki Reed ha risposto: «A parte il fatto che a differenza del mio personaggio Rosalie, io non sono bionda» con sommo sarcastico stupore di Rathbone che ha esclamato: «What?!», poi lei ha proseguito: «Non le assomiglio da nessun punto di vista e non credo perciò che possa rimanere incastrata la mia vita in questo ruolo». Interviene nuovamente Jackson Rathbone, confermando le parole della collega:
«Siamo realmente molto diversi dai nostri personaggi, io non farei nulla di quello che fa Jasper. E mi auguro che anche chi incontrerò nella mia vita lavorativa se ne renderà conto. Comunque credo fermamente nel fatto che ci sia qualcosa di buono anche in un avvenimento negativo, perciò accetterò qualunque cosa accadrà nella mia carriera. Mio padre mi ha sempre insegnato “sostieni per il meglio ma preparati al peggio”. Ed è sempre stato un uomo saggio». A buon intenditor poche parole.




