"L'emozione mi ha fregato, quell'emotività che ti arriva con l'età. Vedere il film su Lelio Luttazzi (L'illazione) mi ha davvero emozionato e commosso". Così Pupi Avati, appena tornato a casa dal Policlinico Umberto I, racconta il suo malore. Il regista, che stasera sarà regolarmente in sala per presentare Il cuore grande delle ragazze, in concorso al Festival, ha spiegato: "certo che ci sarò stasera. Si lavora un anno per una serata come questa ed è sempre più difficile fare cinema a 72 anni".
Per quanto riguarda il suo malessere Avati ha proseguito: "L'emozione e la commozione mi hanno creato una specie di blocco intestinale che io ho creduto fosse infarto. Una cosa che mi è capitata 23 anni fa. Ho avuto chiaramente paura - ha aggiunto - ma con me avevo il Carvasin sublinguale che ho preso subito, poi sono stato portato subito all'Umberto I dove mi hanno fatto una coronografia. Comunque tanto terrore, mi sono ricordato quando 23 anni fa intorno al mio letto c'era chi diceva 'ce la farà o non ce la farà'"




