"Non credo che farò mai una commedia romantica. Non mi attirano i personaggi sorridenti e simpatici, mi piacciono le donne difficili e i personaggi che combattono": parola di Noomi Rapace, a Roma per presentare Babycall, il thriller del regista norvegese Pal Sletuane. "Ogni volta che interpreto un personaggio devo assorbirlo in modo tale che mi possa scorrere nelle vene: io divento quel personaggio, non faccio finta di esserlo", ha spiegato l'attrice svedese, diventata celebre in tutto il mondo grazie al ruolo di Lisbeth Salander nella saga tratta dalla trilogia di Stieg Larsson. "La protagonista del film è una donna fragile, e durante la lavorazione anche io ero diventata debole, il mio corpo era indolenzito, la sua tragedia si era impossessata di me. Appena finite le riprese ho ritrovato la mia forza abituale".




