Domenica, 30 Ottobre 2011 19:47

Jamie Bell racconta il suo Tintin

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Jamie Bell sul suo Tintin dice “Il ciuffo ribelle di Tintin è come il cappello di Indiana Jones. E’ stato un onore lavorare con Steven Spielberg”

Arriva da solo il giovane Jamie Bell, l’attore britannico protagonista del nuovo film in 3D di Spielberg, “Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno”, e viene subito sommerso di domande e curiosità da parte della stampa. Le domande che gli vengono rivolte infatti, non riguardano solo il rapporto e il modo di lavorare instaurato con il regista di Indiana Jones, ma sono anche e soprattutto incentrate sulla performance capture “E’ un altro modo di fare film” afferma Bell “Non ci sono set, l’ambiente è completamente diverso, ma l’elemento fondamentale rimane la prestazione dell’attore”. Però per un giovane come lui potrebbe risultare svilente o frustante apparire sullo schermo in vesti completamente diverse “Essere un personaggio digitale non è frustante, anzi posso interpretare ruoli che altrimenti non potrei. Mi piace lavorare con la performance capture perché ti permette di usare la fantasia. E come ha detto lo stesso Spielberg, in questa tecnica l’85% è animazione ma il 15% è dato dagli attori” Jamie conferma così quanto in realtà sia più impegnativo del normale lavorare con il digitale.

Sul modus operandi del grande regista ha solo parole d’ammirazione “E’ dall’età di otto anni che sono un suo grande fan. Il primo suo film che ho visto è  stato Jurassic Park e ha cambiato completamente la mia vita. Steven capisce gli attori e sa portare fuori il bambino che c’è in noi”.

Sul suo rapporto con il personaggio dei fumetti di Hergé, il 25enne rivela di essere fin da piccolo un fan delle sue avventure “Da bambino ero molto isolato, Tintin mi ha permesso di viaggiare. Con la fantasia, naturalmente. Lui non è solo un personaggio dei fumetti, è un moralista, un idealista e la cosa straordinaria è che non sappiamo nulla di lui né del motivo per il quale il suo compagno sia un cane. Non è un supereroe, è grande perché rimane sempre se stesso”

I giornalisti presenti alla conferenza cercano anche conferme sui prossimi due lungometraggi che Jackson e Spielberg hanno intenzione di dedicare a Tintin “E’ inevitabile che ci siano delle trilogie. So che a Peter piacerebbe, ma sta sempre al pubblico decidere se le avventure di Tintin continueranno” dichiara Bell, che non nasconde di voler vedere sul grande schermo la sua storia di Tintin preferita “L’avventura di Tintin nel Tibet è la mia preferita perché è stata scritta durante una crisi d’identità di Hergé, e infatti si avverte tutta la vulnerabilità e l’emotività di Tintin e anche il suo rapporto con Haddock viene messo alla prova”.

Perché Jackson e Spielberg hanno pensato a lui per Tintin? “Loro sapevano già cosa volevano: un europeo che avesse letto il fumetto e che si trovasse a lavorare con la performance capture. Conoscevo già Jackson perché avevamo lavorato insieme in King Kong, e per questo film mi è arrivata la sua telefonata in cui mi chiedeva se non volessi andare a divertirmi in Australia. All’inizio non ero molto convinto, poi però è diventato un gioco”.

Sui suoi progetti futuri infine rivela “Il mio prossimo film uscirà negli Stati Uniti a gennaio. Ci sono altri progetti in vista, però mi piacerebbe tornare al cinema indipendente”. 

Letto 331 volte Ultima modifica il Lunedì, 31 Ottobre 2011 00:42

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