Torna al cinema per adulti Luc Besson, ex enfant prodige del cinema francese e celebre autore di due cult che hanno segnato la storia europea degli action movies, Nikita e Léon. Dopo l’immersione nel mondo dell’infanzia e dell’adolescenza con il fantasy Arthur e il popolo dei Minimei e Adele e l'enigma del faraone, creati forse più dal cuore di padre che dalla mente di cineasta, Besson torna nelle sale con un coraggioso biopic di Aung San Suu Kyi. Eroina dell’indipendenza birmana e Premio Nobel per la pace nel 1991, San Suu Kyi è tornata in libertà solo un anno fa, a 15 anni da quando fu condannata agli arresti domiciliari.
In The Lady, che ha inaugurato il Festival Internazionale del Film di Roma 2011, a darle il volto ci pensa un’intensa Michelle Yeoh, alla quale è nata l’idea del soggetto. L’attrice malesiana aveva proposto al regista di produrre con la sua EuropaCorp un film su Aung San Suu Kyi. La sceneggiatura dell’inglese Rebecca Frayn aveva commosso e affascinato a tal punto Besson che appena ha potuto ha accettato e ha diretto il film. Simbolo universale della libertà e del sacrificio al servizio della democrazia la “signora” di Besson rappresenta la forte e determinata lotta che si regge su un corpo esile e sprigiona quell’indignazione e quella voglia di cambiamento che oggi circola tra le nostre piazze.
Aung San Suu Kyi si aggiunge alla schiera di notevoli eroine del cinema di Besson impresse nell’immaginario collettivo, come Nikita, Giovanna D’Arco e Léon e probabilmente non è un caso che alla maturità raggiunta nella sua lunga carriera l’autore francese abbia fatto coincidere un personaggio femminile sulla soglia dei 50 anni, raccontata stringendo il margine dell’epopea mitologica e allargando lo spettro della realtà.




