Giovedì, 27 Ottobre 2011 12:04

In principio era la festa. Storia del Festival di Roma

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Il Festival Internazionale del Film di Roma oggi compie 6 anni. Ripercorriamo con questo articolo la breve ma interessante storia del festival nato da una "festa"

In principio era la “Festa”. Nell’ottobre 2006 Roma, da sempre set ideale e amato da attori e registi di tutto il mondo, diventa per dieci giorni la Capitale del cinema. La città eterna si veste di rosso per ospitare la sua Festa Internazionale del Cinema. E a battezzare la prima edizione di un grande evento tanto voluto dal primo cittadino romano Walter Veltroni, arriva un agente speciale che, per una volta, decide di non restare poi tanto segreto. E’ lo 007 per eccellenza Sean Connery uno dei primi scatti della neonata manifestazione, mentre scende i gradini del Campidoglio dopo aver ricevuto il “Premio Città di Roma”. Una festa, si diceva. Perché l’Italia il suo festival ufficiale, con tanto di leoni d’oro, lustrini, e giurati d’eccezione, ce l’ha già e si svolge poco più di un mese prima a Venezia. A Roma, invece, non ci sono barche per raggiungere i vip che affollano il lido, e attori e registi si confondono al pubblico che passeggia tra le sale del Parco della Musica. Si respira aria di cinema in via Veneto e nelle strade della dolce vita, alla casa del cinema in villa Borghese, fino ad arrivare a Tor bella Monaca dove Leonardo Di Caprio, presenta due documentari di sua produzione (Water Planet e Global Warming) a favore della causa ambientalista. La festa di Roma e dei romani, però, non può rinunciare al red carpet. E’ la bella d'Italia sul grande schermo Monica Bellucci a inaugurare la prima passerella del neonato festival e per omaggiarla si fascia di un abito rosso porpora. C’è poi Robert De Niro che presenta il suo The Good Shepard di cui è regista e attore e benedice il gemellaggio tra la kermesse romana e il TriBeCa Film Festival di New York, fondato in risposta agli attentati dell'11 settembre 2001. C'è Nicole Kidman e Martin Scorsese che presenta quello che sarà un grande successo della stagione cinematografica The Departed. Più di 650 proiezioni e 480.000 visitatori. Una scommessa vinta per il Comune di Roma e la Fondazione grazie a iniziative, rassegne parallele, incontri, musica e letteratura. Senza dimenticare l’omaggio a due grandi del cinema italiano, che hanno fatto della capitale set ideale per le loro pellicole: Roberto Rossellini e Alberto Sordi. Il premio, il Marco Aurelio d'oro, come miglior film va a Playing the Victim di Kirill Serebrennikov.

Roma ha passato il provino, buona la prima e una macchina già collaudata può portare alla consacrazione nel 2007 della festa romana. E’ questa l’edizione di Juno di Jason Reitman miglior film che ha “suscitato un’ondata di emozioni fra i componenti della Giuria". E’ l’anno del villaggio del cinema e dei suoi visitatori che superano quota 600mila, del festival che coinvolge tutti dal centro alle periferie. "…A che penso quando sento la parola Roma? Penso ad un faccione rossastro che assomiglia a Sordi, Fabrizi, la Magnani. Roma è una città orizzontale, di acqua e di terra, sdraiata, ed è quindi la piattaforma ideale per dei voli fantastici”. Parola di Federico Fellini, e proprio il grande regista riminese, la festa dedica una mostra dal “Libro dei sogni”. Un altro simbolo del cinema italiano nel mondo, Sophia Loren, riceve l’Acting Award – IMAIE. E poi le celebrazioni per Anna Magnani che nel marzo 2008 avrebbe compiuto 100 anni, e Bernardo Bertolucci, fino al piccolo show di Gérard Depardieu sul red carpet. Tom Cruise che accompagna Robert Redford, regista e interprete di Leoni per agnelli, e Halle Berry, capelli lunghi e abito nero. C'è Sean Penn con il suo Into The Wild, e Ang Lee, in qualità di membro della Film Foundation. Ai titoli di coda 'è soddisfazione per l'edizione della consacrazione, con un villaggio più che popolato e ancora più iniziative correlate a Roma e in provincia.

C'è chi voleva che la festa non finisse mai... E invece. Il 2008 è l'anno del cambio di look, del nuovo sindaco di Roma, Gianni Alemanno che vuole cambiare faccia alla creatura del suo predecessore. Prima il nome, non più “festa” ma il più istituzionale e banale “festival”, poi le star. Si chiudono le porte agli attori americani perchè la manifestazione “va collegata alla produzione nazionale e al David di Donatello e star hollywoodiane non interessano ai romani". Al Pacino che riceve il premio alla carriera assieme all'italianissima Gina Lollobrigida. Nel 2008 anche il pubblico ha la possibilità di assegnare un premio come miglior film, che va a Resolution 819 di Giacomo Battiato, la giuria, invece, premia Opium War di Siddiq Barmak. Meno film in programma, diminuiscono i visitatori complessivi ma è aumentato il numero di biglietti emessi. Tra le anteprime quelli che saranno due grandi successi per il pubblico adolescente statunitense e di casa nostra: Twilight di Catherine Hardwicke (presentati i primi 20 minuti) e High School Musical 3: Senior Year di Kenny Ortega.

Meryl Streep è la regina dell'edizione 2009 della kermesse romana. A Roma per ricevere il Premio alla Carriera e presentare in anteprima il suo Julie & Julia di Nora Ephron, l'attrice incanta e conquista il pubblico della capitale. Sempre sorridente e disponibilissima con fan, giornalisti e fotografi, la Streep non si nega e dimostra di essere non soltanto un grande persona. Il suo personaggio ai fornelli in Julie & Julia conquista letteralmente pubblico e critica: una perfomance da leccarsi i baffi. Non delude nemmeno George Clooney protagonista dell'altra pellicola osannata nell'edizione 2009 del Festival, Up in the air. Nel ruolo di “tagliatore di teste” Clooney piace, non riceve premi, ma conquista il pubblico. Il Marc'Aurelio d'Oro per il miglior film è assegnato dal pubblico a L'uomo che verrà di Giorgio Diritti, mentre la giuria di critici premia Brotherhood di Nicolo Donato. Due pellicole intense, delicate, tanto lontane nell'argomento ma che davvero colpiscono il pubblico romano. Il successo al Festival non è bilanciato in sala, vista la successiva scarsa distribuzione, ma di certo lasciano il segno nell'edizione 2009. Sul red carpet passa anche Richard Gere, accompagnato da Hachiko, per presentare la tenera e strappalacrime pellicola tratta da una storia realmente accaduta.

Nel 2010 il Festival di Roma compie cinque anni. Candeline spente con i fan in delirio per Bruce Springsteen che incontra il pubblico in occasione della presentazione del documentario The Promise: The Making of Darkness on the Edge of Town. In sala e sul red carpet non brillano particolari stelle, e a ravvivare la kermesse ci pensano i precari del mondo della cultura italiana. Un red carpet come non si era mai visto, all'apertura del Festival, con la protesta del cinema italiano protesta contro i taglia alla cultura e la solidarietà delle star internazionali. Eva Mendes e Keira Knightley rinunciano alla passerella per ''volentieri, per solidarizzare con le vostre ragioni. Siamo contro i tagli alla cultura", e oltre mille “addetti ai lavori” tra maestranze e attori, riuniti nel movimento “Tutti a casa” occupano il Red Carpet. Tra loro Nanni Moretti, Cristina e Francesca Comencini, Paolo Sorrentino, Ettore Scola, Kim Rossi Stuart, Isabella Ferrari, Monica Guerritore, Neri Marcorè, Paolo Virzì con Micaela Ramazzotti, per citarne alcuni.

In sala il Marc'Aurelio d'Oro per il miglior film è assegnato dalla giuria internazionale a Kill Me Please di Olias Barco, e dal pubblico a In un mondo migliore di Susanne Bier, mentre Julianne Moore riceve dalle mani di Paolo Sorrentino il Marc’Aurelio alla carriera, presentando fuori concorso il film I ragazzi stanno bene.

Nuovo giro nuova corsa e il calendario ci ricorda che è già il momento di Roma 2011. La capitale si tinge di rosso, tra novità e punti fermi nella, seppur giovane, tradizione della manifestazione romana. Un Festival discusso, a volte snobbato, ma che resiste...D'altronde “Roma è una città orizzontale, di acqua e di terra, sdraiata, ed è quindi la piattaforma ideale per dei voli fantastici”, diceva Federico Fellini. E nella capitale è tutto pronto per un nuovo “volo fantastico”...

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