Il Castoro Cinema rende omaggio a Carlo Lizzani, autore chiave nel panorama del cinema italiano degli ultimi sessant’anni, con una monografia completa ed esaustiva, scritta in stretta collaborazione con il regista. Aperto da una lunga e articolata intervista inedita, il nuovo Castoro ripercorre il poliedrico percorso artistico e personale di Lizzani fino a oggi, e si arricchisce – come da tradizione – di una filmografia completa e 86 fotogrammi b/n direttamente tratti dai film del regista, che ne evidenziano scene o inquadrature chiave.Carlo Lizzani, nato a Roma nel 1922, ha attraversato da protagonista il ventesimo secolo non solo come prolifico regista di film ispirati a eventi della storia recente o a fatti di cronaca ma anche come figura che ha spaziato in numerosi campi della comunicazione e della cultura, esercitando i ruoli del critico cinematografico, dello studioso, dello storico, del militante politico, dello sceneggiatore, del docente, dell’operatore culturale. Tra i suoi film: Cronache di poveri amanti (1953), Il processo di Verona (1963), La vita agra (1964), Banditi a Milano (1968), Mussolini: ultimo atto (1974), Fontamara (1980), Celluloide (1996) fino al suo ultimo lavoro, Hotel Meina (2007), con il quale è tornato ai temi cari di fascismo e antifascismo.
L’autore: Vittorio Giacci, critico cinematografico, studioso di comunicazione e mass media, esperto di nuove tecnologie audiovisive e restauro, presiede la Act Multimedia, Accademia del Cinema e della Televisione, dove insegna “Storia e critica del cinema”. E’ direttore artistico del B.A. Film Festival e redattore della rivista Filmcritica. E’ stato anche direttore generale dell’Ente Gestione Cinema e poi di Cinecittà International, sub-Commissario al Centro Sperimentale di Cinematografia, direttore della Fondazione “Roberto Rossellini”, collaboratore della Nuova Enciclopedia del Cinema Treccani e consulente di Rai-Sat Cinema. Ha scritto libri su Truffaut, Fellini, Rosi, Antonioni, Hitchcock, Il Castoro su Peter Bogdanovich e ha collaborato alla sceneggiatura di Roberto Rossellini di Carlo Lizzani. Il suo libro Immagine immaginaria si apre con una prefazione del regista.


