Enrico Brignano: «Niente tv, ora la tournée e il cinema»

L'attore romano ha detto di aver rifiutato la conduzione delle Iene e di Zelig

«Mi ha appena chiamato pure Pippo per questa cosa di Zelig. E' vero, me l'hanno proposto, così come di continuare Le Iene. Ma tra la tournée e un nuovo film a ottobre, per la tv ora non c'è tempo». Così Enrico Brignano commenta le voci che lo volevano alla conduzione del popolare show di canale 5 al posto di Claudio Bisio. Il 10 agosto a Terracina debutterà il tour estivo di Tutto suo padre, lo show omaggio alla famiglia e alla memoria del padre, che Brignano ha portato quest'inverno nei teatri d'Italia e con cui ora punta alle folle delle arene (dopo Terracina, Bolgheri, Viareggio, Ascoli Piceno, Palermo, Messina, Pescara, Verona, Napoli e Foligno).

«Per l'estate lo abbiamo arricchito di 10 ballerine, l'orchestra dal vivo e le coreografie di Bill Goodson - racconta - Ho fatto un calcolo: il biglietto diviso al durata viene 12-13 euro l'ora. Meglio di una colf. E poi è nei momenti di crisi che abbiamo più bisogno di sorridere. Pensate all'avanspettacolo con Rascel e Petrolini in tempo di guerra. La gente ha bisogno di trovare la forza per sperare nel domani».

Intanto a settembre lo attendono le ultime riprese di Ci vediamo domani, il film di Andrea Zaccariello in sala dal 31 ottobre in cui interpreta Marcello, 40enne vittima del gioco che dopo un matrimonio fallito,
stritolato dai debiti e colpevole pure di aver fatto venire il crepacuore alla nonna giocandosi casa, punta alla fortuna 'facile' aprendo un'agenzia funebre in un paesino dove vivono solo novantenni. «Anche qui però gli va male - rivela Brignano - perchè quei vecchietti non muoiono. Pensa di ucciderli lui e finisce come Willy il Coyote. Per me - prosegue - è stata un'esperienza anche girare nella campagna pugliese, tra paesaggi alla Fontamara, muli e galline. Sembrava un film di Sergio Leone. Da un momento all'altro mi aspettavo uscisse Clint Eastwood». E chissà che nel futuro non giri anche un western? «L'ho detto per provocazione. E' che vorrei che il cinema italiano provasse a fare anche qualcosa di più che 'due camere e cucina'. Dopo Leone nessuno ha azzardato più nulla».

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