Giovedì, 15 Settembre 2011 15:49

Anteprima romana "gustosa” per Mozzarella Stories

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"Mozzarella stories" presentato a Roma con proiezione, conferenza e prelibato buffet a tema partenopeo. Ma tra le domande non è mancata una piccola provocazione "casearia"

E’ stato presentato questa mattina, presso la celebre Casa del Cinema di Roma, la “commedia malavitosa” di Edoardo De Angelis, Mozzarella Stories. Un titolo che unisce perfettamente il provincialismo dell’ambientazione campana alla pretesa di internazionalità sulla quale certo cinema italiano recente (Basilicata coast to coast, Focaccia Blues) sta puntando molto, sia con il fenomeno del cineturismo che – come in questo caso – al turismo gastronomico.

Alla proiezione è seguito un incontro moderato dal critico Marco Spagnoli, alla quale hanno partecipato buona parte del cast ed il regista stesso. Ed è proprio a questi che sono state rivolte la maggior parte delle domande su questa curiosa produzione. “Questo film nasce a Caserta, dove sono cresciuto, e dall’osservazione di una serie di personaggi che mi stavano attorno”, ammette De Angelis. “E anche se sembrano storie paradossali, sono tutte vere”.

Entrando poi nel merito del titolo e del tema trattato – l’influenza della camorra nella produzione e vendita delle tanto amate mozzarella di bufala -, il cineasta aggiunge: “La mozzarella è un simbolo. Sembra proprio un mondo. E attorno ad essa ruota un giro economico. E’ per questo che la chiamano oro bianco”. Ma alle richiesta di un giornalista circa la sua conoscenza precisa di quali aziende casearie lui sappia essere legate alla criminalità organizzata, De Angelis si mostra vago: “Sicuramente ci sono stati momenti in cui qualcuno ha imposto la marca di un caseificio piuttosto di un altro”. Ma al di là di questo non si sbilancia. Forse anche perché chiaramente il suo film, per quanto ancorato all’attualità, non è mai voluto sembrare d’inchiesta.

Interessante anche il punto di vista della bellissima Luisa Ranieri, che qui interpreta un personaggio femminile forte e determinato che a molti critici ha fatto tornare in mente la Sofia Loren dei vecchi tempi (ironicamente, poi, il suo personaggio nel film si chiama proprio Sofia). “Questo personaggio racconta un po’ la femminilità delle donne del Sud. Ringrazio Edoardo per aver pensato a me nello scrivere questo film”.

Delle note più ironiche le hanno regalate gli interpreti maschili. Massimiliano Gallo, che nel film interpreta un cantante neomelodico dal nome più che allusivo (Angelo Tatangelo), racconta: “All’inizio avevo saputo che c’era Luisa Ranieri, ma poi ho scoperto che avevo una scena di sesso con Aida Turturro... Questo per dire che quello dell’attore è un mestiere difficile... ‘Pesante’...”. E su questa battuta si innesta Giovanni Esposito, che scherza: “Lui ha una scena di sesso con Aida Turturro. Io manco quella!”.

Sul finale però torna preponderante una il tema portante del film con una domanda sulla presenza del logo di una famosa catena di pizzerie campane, inserito nel film con un sapiente product placement. Al paventato rischio di poter confondere lo spettatore malizioso, innestando più l’idea – data la vicenda narrata - di un’allusione accusatoria che di una benevola pubblicità, il regista ed il produttore negano questa possibilità. “Il logo, in questo caso, si integra perfettamente nella scenografia del film. A me da fastidio quando appare un prodotto in una scena in cui non c’entra nulla. Ma non è questo il caso. E poi il product placement è una possibilità per aiutare le produzioni”, spiega deciso De Angelis.

E terminata la conferenza stampa, si è tenuto un importante buffet tematico a base di salumi e prodotti caseari tipici. Un buffet allestito con prodotti e personale – ironia beffarda -, proprio dal famoso franchising del logo pubblicizzato nel film. Che del resto, in questo senso, ha un titolo più che indicativo.

doppioschermo

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