Martedì, 13 Settembre 2011 11:56

Toronto 2011. Celebrare il cinema senza ansie da prestazione

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Programma (oltre)oceanico per il 36° Festival di Toronto, con oltre 300 titoli. Ma senza una vera e propria competizione, la kermesse canadese diventa una grande vetrina internazionale con meno timore dei giudizi critici e molto più divertimento

Il cinema non smette mai di celebrarsi, per la gioia di tutti gli amanti della settima arte.

E mentre volgeva al termine la prestigiosa kermesse veneziana, dall’altra parte dell’oceano è iniziata un'altra importante mostra del cinema internazionale. Si tratta del Toronto International Film Festival, giunto alla sua 36esima edizione. La kermesse canadese (8-18 settembre), vetrina anch’essa assai importante per la scena cinefila, ha riservato quest’anno ampio spazio alla selezione italiana. Si tratta più che altro di pellicole già edite come Terraferma di Emanuele Crialese (vincitore a Venezia del premio speciale della giuria), Habemus Papam di Nanni Moretti, Il Villaggio Di Cartone di Ermanno Olmi. Ma ci saranno anche della prime mondiali, come l’atteso Le Premier Homme di Gianni Amelio, Isole di Stefano Chiantini (nella sezione Contemporary World Cinema) e Giochi D’Estate di Rolando Colla.

Ma i titoli presentati sono davvero tanti. E questo dipende in realtà dalla struttura stessa di questo mastodontico Festival. A Toronto, infatti, vengono di solite presentate tra le 300 e le 400 pellicole (quest’anno, a quanto pare, 360), proiettate in un totale di ben 23 sale. Ma a differenza che in altre mostre analoghe, i titoli – e i loro autori o interpreti – non partecipano tecnicamente ad un gara. Non c’è una vera e propria competizione, né un podio finale, né un vincitore nominale su tutti gli altri. Molti i riconoscimenti del pubblico ma meno timore di severi giudizi critici, quindi. Forse il modo migliore per presentare dare visibilità ad opere interessanti senza dover per forza ammantare tutto con una patina di pretesa autoriale a volte antipatica ed artificiosa.

Dicevamo, un discreto spazio al cinema del Bel Paese, recente e futuro. Ma tra i titoli in programma, anche delle importanti co-produzioni italiane. Ricordiamo: La faida di Joshua Martson, Il ragazzo con la bicicletta di Jean-Pierre e Luc Dardenne, Where Do We Go Now di Nadine Labaki, e That Summer di Philippe Garrel.

Ma numerosi sono i film in anteprima mondiale provenienti da tutto il mondo. Solo per fare alcuni titoli: Trishna di Michael Winterbottom, Countdown di Huh Jong-ho, The Lady di Luc Besson, Anonymous di Roland Emmerich, The Descendants di Alexander Payne, The Deep Blue Sea di Terence Davies, Pearl Jam Twenty di Cameron Crowe.

Non mancheranno poi – come è successo con film di Crialese – le proiezioni post veneziane: W.E. di Madonna, A Dangerous Method di David Cronenberg, Le Idi di Marzo di George Clooney, Pollo alle prugne di  Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, Dark Horse di Todd Solondz, Shame di Steve McQueen, Killer Joe di William Friedkin.

Ci sono ancora 5 giorni, prima che la kermesse canadese volga al termine. Tuttavia, date le premesse del suo programma faraonico – e di qualità – nonché (e non è poco) l’assai minore “ansia da prestazione” che la natura stessa del Festival di Toronto implica, è facile scommettere che il suo bilancio finale sarà soddisfacente sia per gli addetti ai lavori che – in generale – per gli amanti del cinema. Canadesi e non.

doppioschermo

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