Qualche rughetta le spettatrici del suo ultimo Bad Teacher: una prof da sballo gliel’avranno malignamente trovata sul viso, ma Cameron Diaz, 39 anni oggi, non sembra aver perso neanche un briciolo del sex appeal che l’ha caratterizzata fin dagli esordi sul grande schermo. Sorriso sempre smagliante e pronto a conquistare il mondo, chioma biondo platino e occhioni azzurri da perfetta californiana l’attrice, tra le più sexy di tutta Hollywood e dintorni e tra le poche a non aver fatto ricorso al botox, aveva intrapreso la carriera da modella, ma poi il cinema l’ha rubata alla passerella e trasformata nella compagna di burle di Jim Carrey in The mask - da zero a mito.
Una funny girl per tutti i blockbuster
Dal debutto nei panni della funny girl a Tutti pazzi per Mary, che l’ha portata all’attenzione di critica e pubblico, Cameron Diaz si è prestata al cinema con un volto acqua e sapone e un corpo da cerbiatta. Svampita e stralunata come una femme fatale inconsapevole, il genere che l’ha resa celebre e l’ha incastrata nella parte della biondona mozzafiato che ruba il fidanzato anche alla sorella è la commedia usacentrica, che macina uno slapstick comune neanche troppo brillante, accumula una sfilza di battute semplici alternate ad allusioni maliziose, ma conquista il cuore del grande pubblico che ha voglia di risate e lesina strizzatine scorrette. Cameron Diaz è la risposta a un escapismo quotidiano, da multisala dallo schermo XXL che amplifica l’immagine e dilata il piacere visivo.
L’industria del mainstream non a caso la vuole per produzioni come il romantico blockbuster Il matrimonio del mio migliore amico, dove la lanciatissima Julia Roberts tenta di rubarle la scena, e lo strampalato Cose molto cattive, antesignano di Una notte da leoni, in cui torna a vestire l’abito bianco e risalta nell’affollato cast quasi tutto al maschile con Christian Slater, Jon Favreau e Daniel Stern. Inutilmente imbruttita nell’indie movie diretto dal visionario Spike Jonze Essere John Malkovich, la star, che finisce ogni anno in vetta alle classifiche delle attrici più sexy, sembra imbattibile nei ruoli che fanno leva sull’ammiccante esposizione da vetrina della fisicità e del femmineo e sul profilo psicologico senza troppi ghirigori, come quello di Natalie Cook. Nei panni succinti di una gaia Charlie’s Angel dei nostri giorni, la Diaz inaugura infatti gli anni 2000 all’insegna del nuovo mito della corporalità.
Alterna ruoli dolciastri come ne L'amore non va in vacanza a quelli della bella di turno in sci-fi come The box e nell’action Innocenti bugie. Cameron Diaz interpreta ruoli da coprotagonista femminile tutta curve e poco cervello, la pupa dell’eroe da sventolare sul grande schermo che ha sempre un ruolo marginale rispetto alla storia.
La maturità senza essere secchiona
Ma con la recente e scostumata commedia di Jake Kasdan (Orange County) l’attrice ha dimostrato di aver raggiunto una maturità che parecchie colleghe potranno invidiarle. Finalmente nel ruolo da assoluta protagonista, in quel genere che avrebbe potuto imbalsamarla ma invece ha enfatizzato la sua bravura, la 39enne Diaz sfodera nei panni di una prof. all’ultima moda una grinta che i fan aspettavano da tempo. In Bad Teacher l’attrice non solo mette a punto un’interpretazione convincente e memorabile, ma si cala in una parte che sembra calzarle a pennello: troppo bella per costringersi dietro una cattedra, troppo moderna per ridursi ad antichi metodi d’insegnamento, troppo giovanile per nascondere la marijuana e troppo ambiziosa per accontentarsi di un collega. Scorretta fino alla volgarità la commedia R-rated, come le definiscono gli americani, rilancia l’immagine di un’attrice che rischiava pericolosamente di sfilacciarsi tra i budget e il fragore delle grossi produzioni statunitensi e rivela invece, alla soglia dei suoi primi quarant’anni, di aver preso il posto di quella Marilyn Monroe che piaceva agli uomini e che oggi è l’icona di tante donne.




